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Agguato mortale Sparatoria a Ostia

Otto colpi di pistola a due boss legati alla vecchia banda della Magliana.

Roma ancora a mano armata. Ancora violenza, una duplice esecuzione a Ostia, sul mare della Capitale, che fa salire a 33 il numero degli omicidi del 2011. Le vittime sono due pregiudicati, Francesco Antonini, 40 anni, e Giovanni Galleoni, di 45, conosciuti nell’ambiente come «Baficchio» e «Sorcanera», legati a vecchi reduci dell’ex banda della Magliana (come Roberto Pergalo ed Emidio Salomone, morto ammazzato nel 2009), freddati davanti a testimoni.

Scena del delitto il bar che i due stavano ristrutturando in via Antonio Forni al civico 1, a Ostia ponente, lavorandoci assieme a un operaio e al titolare. Quando il commando di fuoco è piombato in strada, i quattro erano all’esterno del locale. Antonini ha cercato di ripararsi nel bar: i sicari lo hanno inseguito e ferito a morte. Galleoni invece ha tentato la fuga a piedi su via del Sommergibile, dove si trocva la sua abitazione. Ma senza speranza. Le pallottole lo hanno centrato ed è crollato a terra ancora in vita: è morto sull’ambulanza del 118 prima di arrivare all’ospedale Grassi. Durante il Far West l’operaio e il titolare sono corsi in macchina, una Fiat Bravo, premendo sull’acceleratore. Gli aggressori hanno premuto il grilletto anche contro di loro sfondando il cristallo del lunotto posteriore. Il numero dei sicari non è ancora stato chiarito, ma la dinamica dell’evento lascia suppore che fossero più di due, un gruppo che ha stretto a tenaglia le vittime per evitare che fuggissero.

La folla, scesa in strada a curiosare, si interroga e fa congetture. Franchino, come era chiamato anche Antonini, era insieme a Galleoni un pezzo grosso di “Piazza”. Legati entrambi ai vecchi sodali della banda della Magliana, vennero arrestati nel 2004 nell’ambito dell’operazione «Anco Marzio» assieme ad altri sedici personaggi della malavita lidense per associazione per delinquere di stampo mafioso, finalizzata a estorsione, usura e gioco d’azzardo. Tesi accusatoria che nel 2010 i giudici del Tribunale hanno ridimensionato, cassando l’associazione di stampo mafioso e condannando Sorcanera e Baficchio per usura e detenzione di armi. Gli agenti del commissariato Lido di Antonio Franco, impegnati nelle indagini insieme ai colleghi della Squadra mobile diretta da Vittorio Rizzi, stanno ascoltando diversi testimoni tra i quali l’operaio e il titolare del bar fuggiti sulla Fiat e fermati nella vicina via dell’Idrovolante pochi minuti dopo la sparatoria. Gli investigatori starebbero cercando altre due persone, appartenenti a una “famiglia” rivale delle due vittime. Iol movente è una questione di soldi non pagati? Tra i residenti in zona c’è chi dice di aver sentito una lite animata prima degli spari.

Non è escluso, allo stesso modo, che la sparatoria costata la vita a due pezzi grossi della criminalità locale come Franchino e Baficchio, sia legata a un’altra avvenuta un mese e mezzo fa a pochi metri di distanza. Era il 26 ottobre quando, in via del Sommergibile di fronte al centro anziani, due uomini vennero visti fuggire dopo una serie di spari, due dei quali lasciarono il segno sulla fiancata e sul lunotto posteriore di una Fiat Punto parcheggiata. Il questore Francesco Tagliente intanto ha deciso il potenziamento del numero degli equipaggi sul litorale romano: otto volanti in più ogni giorno nel solo territorio di Ostia. Lo ha stabilito ieri in tarda serata dopo una riunione con i dirigenti delle Divisioni e dei Commissariati interessati sul tema della sicurezza sul litorale romano, anche in merito all’azione prevenzione.

Della mala a Ostia e della banda della Magliana se ne era parlato nel 2002, non tanto per la rinascita di un sodalizio che avesse lo stesso controllo del territorio e delle attività illegali. Ma per il cognome del cadavere trovato il 18 ottobre 2002 nella sua Bmw parcheggiata in via Grenet: Paolo Frau, 43 anni, ucciso con tre colpi di pistola in faccia, ex affiliato della banda della Magliana. L’esecuzione aveva fatto accendere i riflettori di inquirenti e investigatori sulle trame della criminalità sulla costa romana. Arrivando a scoprire uno scenario di malaffari più esteso e complesso del previsto, gestito da un’organizzazione all’interno della quale Galleoni e Antonini erano considerati uomini di punta. Ieri la loro carriera criminale è finita nel sangue.

Fonte notizia Il Tempo

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