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All’appello mancano Burdisso e Behrami

IL MESSAGGERO – Ieri sera a Trigoria, notando l’assenza di Burdisso, c’è chi se l’è cavata con una battuta: «Tanto con i Mondiali non sarebbe arrivato prima della fine del mese». Forse per vederlo nuovamente agli ordini di Ranieri potrebbe servire anche qualche giorno in più ma alla Roma sono convinti che alla fine l’argentino giocherà nella capitale. Le premesse ci sono: il difensore ha già detto sì alla proposta quadriennale dei giallorossi, a Milano non vuole rimanere, non accetta altre destinazioni che non siano la Roma e particolare da non sottovalutare ha il contratto in scadenza con i nerazzurri nel giugno prossimo. E’ vero che esiste un’opzione per il 2012 ma questa è esercitabile solo dal calciatore. Nel primo rendez-vous di qualche settimana è andato in scena il classico gioco delle parti: l’Inter ha chiesto 10 e la Roma, per non essere da meno, ha replicato con 3,5. Sei milioni e mezzo di differenza somigliano ad una rottura insanabile.

Perché allora programmare un nuovo incontro se le posizioni sembrano inconciliabili? Semplice, siamo solo alle schermaglie iniziali e a pesare sulla trattativa, come prevedibile, sarà il parere di Burdisso che quando rientrerà dalle vacanze andrà direttamente nella sede nerazzurra di via Durini, chiedendo di essere ceduto. Nel frattempo il suo agente, Hidalgo, si sta muovendo “da procuratore” agitando le acque sia con l’Inter – «Nicolas vuole solo la Roma» – ma stuzzicando anche Trigoria per fare in modo che la trattativa si chiuda al più presto.

Possibili scenari? Non è da escludere che entro venerdì le parti possano avvicinarsi con l’offerta pronta a salire a 5-5,5 e la richiesta a scendere a 8,5-8. Probabilmente ci vorrà ancora un po’ di tempo, qualche euro in più (6,5-7) e Burdisso sarà un giocatore della Roma. Per completare il mercato, poi, mancherà veramente poco. Bisognerà trovare un vice-Riise, se ci sarà l’occasione di prendere un esterno alto (Behrami) in prestito (magari con diritto di riscatto) sarà fatto e bisognerà parlare in queste ore con Mexes del rinnovo contrattuale. Qualora il francese dovesse rifiutare, la Roma sarebbe costretta – suo malgrado – ad ascoltare eventuali offerte e a pensare al sostituto.

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