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Archeologia: i 5 milioni sottratti a Roma fermano lavori a Ostia e Palazzo Massimo

Archeologia: i 5 milioni sottratti a Roma fermano lavori a Ostia e Palazzo Massimo.

ROMA – Via un terzo del fondo straordinario per i crolli e le emergenze archeologiche di Roma: era già poco, 5.656.000 euro, ora la copertura si restringe pericolosamente a quattro. Congelate all’improvviso, come una doccia gelata, iniziative importanti di manutenzione straordinaria delle antichità, come la caffetteria del museo più importante della città, Palazzo Massimo, che era ormai in via di completamento e che improvvisamente viene stoppata con grave nocumento visto che non potrà fornire neanche entrate a breve a causa dell’impossibilità di affidarla in appalto. Interrotti infine anche la musealizzazione dell’Ipogeo del Quadraro e i miglioramenti nel sito di Ostia Antica, dove avrebbe dovuto nascere una nuova biglietteria.

PICCOLA CAPORETTO DEGLI SCAVI – L’annunciato prelievo di cinque milioni di euro dal bilancio della Sovrintendenza speciale archeologica di Roma, deciso dal governo e reso noto ieri dal sottosegretario Francesco Giro, si sta traducendo in una piccola Caporetto dell’archeologia romana. A fruirne Capodimonte e Napoli, certo, ma che orizzonti si aprono sull’archeologia della Capitale? Cinque milioni di euro in meno per l’archeologia di Roma.
Corriere.it è ora in grado di fornire un quadro del «prelievo» che mostra non solo i caratteri eccezionali della manovra ma anche notevoli lati oscuri e negativi. I cinque milioni tolti dal bilancio operativo in corso, quello ordinario in attuazione, con un diktat che non ha precedenti e che lascia trasecolati i funzionari colpiti, per un terzo sono rappresentati dalla voce «emergenze».

POCHI SOLDI, COPERTA CORTA – Il fondo già ristretto per fare fronte alle emergenze e ai crolli che purtroppo a Roma non sono un’eccezione ma una tragica evenienza che investe l’estesissimo patrimonio archeologico con triste regolarità è stato pesantemente decurtato. E’ come se la coperta, già piccolina, si fosse improvvisamente ristretta di un bel po’, un 30% in meno. Ma è tutta l’operazione a creare sconcerto.
«Come si fa a intervenire su un bilancio operativo in corso – si chiedono gli archeologi romani -, al settimo mese… E’ come colpire una donna incinta in avanzato stato di gravidanza». In effetti il prelievo riguarda un bilancio corrente che di fatto è sotto i 40 milioni di euro (75 sono i milioni in cassa, con residui però consistenti dagli anni pregressi). Il prelievo supera dunque la quota del 10% dell’intero bilancio corrente e già questa percentuale del salasso dà un’idea dell’operazione in negativo.

OPERAZIONI IN CORSO BLOCCATE – Tra le voci più consistenti del salasso c’è il prelievo di 1.300.000 euro che erano previsti per operazioni già in corso come la ristrutturazione del museo di Palazzo Massimo (circa 600 mila euro), la musealizzazione dell’Ipogeo del Quadraro (tra i 350 e i 400 mila) e infine Ostia Antica (250 mila). Nel museo di Palazzo Massimo, uno dei tre poli del museo archeologico romano, viene bloccata di fatto la realizzazione in stadio piuttosto avanzato della caffetteria su via Amendola, iniziativa di adeguamento dell’importante sito museale destinata a fornire tra l’altro un’ulteriore fonte di reddito che ora viene meno. QUADRARO E LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI – Al Quadraro si congela invece una musealizzazione di un manufatto che rappresenta un simbolo per la fruizione di opere del cosiddetto suburbio. E ad Ostia Antica si rinvia infine la sistemazione della biglietteria. Sempre ad Ostia Antica vengono poi sottratti, con un’altra voce, altri fondi per interventi conservativi e di recupero.
Altre voci del prelievo riguardano infine per somme minori gli adeguamenti alla sicurezza per la legge 494 (oltre 150mila euro) e la sistemazione delle Cave di Grottarossa per i depositi della sovrintendenza nel quadrante nord (300 mila euro). Un capitolo consistente (800 mila euro) riguarda infine la voce delle iniziative sperimentali per l’incremento della fruizione pubblica dei beni archeologici: questa voce in realtà concerne un esborso per la spa Ales che si occupa dei cosiddetti Lsu (lavoratori socialmente utili) passati da un ceppo iniziale di 315 unità al doppio.

Fonte notizia Paolo Borgi (Corriere della Sera)

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