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Associazione La Ciurma: nella scuola e nel sociale locali si vuole una rete debole per strumentalismi, speculazioni private, ideologie e politicanti

SCUOLA E SOCIALE LOCALI: SI VUOLE UNA RETE DEBOLE PER STRUMENTALISMI, SPECULAZIONI PRIVATE, IDEOLOGIE E POLITICANTI

Nicoletta Ceci, Lista Marchini: “I ‘veri’ rivoluzionari di oggi?I ragazzi che studiano”. A Napoli intanto l’Assemblea Nazionale Pedagogisti Educatori

Continua il dibattito politico sul X Municipio di Roma Capitale circa l’ambito giovanile scaturito dalla degenerazione dei cortei studenteschi, un Territorio unico ad essere ‘commissariato’ ma anche unico ad essere di fatto una Città con tanto di Patrono (unico quartiere italiano ad averlo), unico inoltre ad avere una ricca quanto complessa realtà politica e un panorama socio culturale vastissimo alla ricerca progressiva di una Identità Locale e di una classe dirigente matura che sappia tradursi in rappresentanza istituzionale facente il bene comune dei Cittadini residenti anziché l’interesse di una parte, di questo o quel potentato e piccolo gruppo.

È interessante rilevare come il dibattito legato al mondo giovanile e quindi agli ambiti scolastici e socio pedagogici in genere cade proprio nei giorni in cui l’Associazione Nazionale Pedagogisti ed Educatori Italiani si riunisce per il Convegno Annuale di cui attendiamo il prossimamente il documento finale. Il dato oggettivo è che una rete socio pedagogica locale debole di fatto favorisce gli strumentalismi, le speculazioni di alcuni privati e reti private, le ideologie di certi politicanti. La volontà Politica deve essere perciò quella di rafforzare Scuola e Sociale garantendo servizi ad alta professionalità riconoscendo il plus valore della residenzialità e la ‘scientificità’ di una competenza scevra dalle pressioni politiche di parte: un approccio meno distante dalla gente, da uffici e setting clinico-medici, più di prossimità scientifica e relazionale . socio e pedagogico.

Entrando in merito alla questione dei cortei studenteschi ostiensi è da registrare, dopo ampie interviste a tutti gli schieramenti di parte, la COMPLETA CONDANNA POLITICA (sebbene si riconosca la buona volontà di diversi organizzatori) nei confronti delle derive ideologiche che hanno creato e creano ‘separazione e ancoraggio’, rinforzandosi attraverso la preoccupante presenza di slogan e ingerenze da un passato di dolore e violenza che va rispettato ma anche consegnato finalmente alla Storia e che l’Italia, Roma, Ostia vogliono lasciarsi alle spalle. Questo ce lo dicono finalmente i Politici del Territorio, questo ce lo fanno capire tutti quegli Studenti (che sono la maggioranza assoluta) che in quelle ore erano a Scuola a costruire il futuro, di loro stessi e delle loro future famiglie, di questo Paese e di questa Città, e quei ragazzi che, vedendo degenerare i cortei, hanno lasciato la massa informe per reclamare con il proprio allontanamento il loro diritto ad essere Individui intelligenti e pensanti, non condizionati dalla rabbia e dal rancore collettivo, che da soli sanno ‘guidare la loro canoa’. Da registrare inoltre la PREOCCUPAZIONE di tutti quei Professionisti del settore Socio Pedagogico, ad iniziare dai DOCENTI delle Scuole Pubbliche (con l’appello ai Commissari Prefettizi), che vedono minacciata la serenità dei loro ambiti lavorativi (sia dal punto di vista progettuale – bandi e appalti – che da quello ambientale – i disagi relazionali scatenati dalla pressione politica nelle classi). Si chiedono perciò (oltre al monitoraggio rispetto ai Progetti in essere, alle scadenze ai nuovi bandi inerenti a Infanzia e Adolescenza) anche nuovi Strumenti Istituzionali in ambito Socio Pedagogico, dal Garante Infanzia Adolescenza, al reato di ‘Abuso Ideologico’, fino ai Registri Professionali, nonché il ripristino delle Consulte Giovanili Locali (gestite da alte professionalità dal profilo squisitamente e scientificamente tecnico).

Non c’è da stupirsi se il dibattito circa il mondo giovanile locale si fa così importante sul Territorio Ostiense considerando che da qui potrebbe nascere il futuro di una Città capace di gestirsi con Indipendenza e Consapevolezza. C’è un braccio di ferro sempre più forzato tra chi desidera costruire strumenti a tutela di questi ‘vivai’, per avere in futuro Cittadini con il pieno diritto di vivere e lavorare per se stessi e le loro famiglie in una loro Città, e tra chi, invece, agisce sui giovanissimi estrapolandoli dal contesto reale e quotidiano per spingerli verso percorsi che nascondono dinamiche di potere e logiche ‘ideologiche’ che certamente non hanno interesse a che la Città Ostiense sia Indipendente nell’Amministrare risorse umane e materiali. Questi ultimi il più delle volte utilizzano quel collante irresponsabile e misero del rancore e della rabbia snaturando il senso di una giovinezza ‘vera’ che è fondamentalmente la voglia di creare con gioia, passione, fierezza, qualcosa di nuovo, un albero che si apre verso il cielo ma che, nello stesso tempo, abbia chiare e forti radici.

Con questa chiave di lettura è possibile apprezzare completamente il ricco contributo dell’Avvocato Nicoletta CECI della LISTA MARCHINI, Centro Studi Pari Opportunità e Centro Studi Riforme, che ha voluto dare il suo contributo, dopo ampia riflessione, alle altre dichiarazioni Politiche (ndr, curate negli Articoli precedenti di Diario di Bordo), di tutto il panorama locale a partire da CASAPOUND LITORALE , fino a P.D., FRATELLI D’ITALIA e FORZA ITALIA, MOVIMENTO 5 STELLE ed infine con SEL: “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me – esordisce Nicoletta CECI – diceva Kant, dove per i giovani di oggi cielo e stelle non devono rappresentare simboli di patetici amarcord o di rappresentazioni da “The Truman Show” o da “Win for Life” del “è più bravo chi urla di più, chi usa lo slogan più ad effetto” senza dire alcunché, bensì un profondo e riscoperto senso etico, un’ostentazione garbata ma imponente di onestà e di cultura. La cultura della Scuola, quella delle pagine, dei libri, delle lezioni, della condivisione di classe, dei dibattiti assembleari studenteschi, degli insegnanti che rappresentano ancora il “capitano, o mio capitano” della vita sociale e civica di oggi che non deve essere attimo fuggente, ma pietra scolpita per il futuro. I giovani rivoluzionari di oggi sono quelli che studiano, tanto e bene, sono quelli che tornano indietro, ai padri della Scienza, della Letteratura, dell’Arte, per poter andare avanti, sempre, nel progresso ideologico e del reale con pragmatismo, innovazione sostanziale. Sono quelli che conoscono la Storia e il loro territorio, sono quelli che conoscono l’Educazione Civica, le Leggi e le sanno commentare, con le idee che hanno formato sulla base dei loro approfondimenti, della loro visione personale del mondo, delle loro riflessioni di studio, che è importante che vadano condivise, ed esistono le Assemblee di Istituto, esistono momenti di condivisione scolastica, esistono giornate che possono essere dedicate allo scopo, ai miei tempi quei giorni di “Autogestione” erano visti come un momento di sano ritrovo, anche scontroso e d’impatto per il fermento inevitabile giovanile ma comunque costruttivo: ricordo nel mio Istituto simboli e bandiere, ricordo gruppi desiderosi di strumentalizzare quei momenti, come oggi, ma ricordo anche una massa di giovani sfacciati e audaci che se ne fregava e li lasciava in minoranza quei personaggi, alla fine ho memoria solo dei contenuti e di insegnanti illuminati che intervenivano in riunioni a relazionare su argomenti di attualità e su temi sociali. Ricordo, una su tutte, l’ora della lettura del quotidiano, un imperativo immancabile di quei ritrovi autogestiti.
I giovani rivoluzionari dei tempi moderni sono, come allora, coloro che hanno una cultura globale, che si confrontano con altre culture, che sono tolleranti, che oltre a parlare bene la loro lingua madre, comunicano con il mondo attraverso altri idiomi come l’inglese per osare dire “no frontiere”. Sono quelli che discutono senza protestare, che fanno sentire la loro voce motivando assertivamente le loro idee in formazione perché sanno di essere giovani e di dover ancora maturare, sono quelli soprattutto che non si fanno strumentalizzare, che ridono dei patetici incontri e scontri sul loro campo di “ideologie” che si fanno solo pretesto di visibilità, di preferenze politiche, di non sostanza civile. Sono i giovani che fanno la vera Scuola insieme ai docenti che devono essere più che mai in questo momento storico sostenuti nel loro lavoro di educatori e nella loro autorevolezza, sono quelli a cui va sempre ricordato che cultura, studio e formazione sono le massime espressioni della libertà personale perché strumenti di vita atti a poter scegliere, ad essere veramente autonomi e vincenti.
Questa visione accompagna un obiettivo concreto della Lista Marchini che vede i giovani in prima linea e responsabili: il 16 dicembre 2015, ha incontrato i giovani dei nostri Municipi che vogliono confrontarsi sulla Roma che verrà, Studenti, Blogger, Artisti, Startupper, Giovani Imprenditori, e Professionisti, le energie migliori della Città. La Lista ha pensato ad un luogo di incontro dove poter dar voce agli uomini e alle donne del nostro domani, un momento di ascolto, un forum dove parlare di Istituzioni, di leggi, di proposte, di sviluppo. Dove poter esprimere in libertà quel merito che rende possibile la costruzione della propria Storia personale, dando un contributo reale alle azioni che cambiano la città tutta, il territorio, il mondo. In meglio.

lunedì 21 dicembre 2015, Redazione Diario di Bordo La Ciurma

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