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Casapound, le demoliscono casa per costruire albergo

“Una storia che sembra incredibile ma sulla quale intendiamo andare a fondo”. Così Luca Marsella, responsabile di CasaPound Italia sul litorale romano, ha commentato le vicessitudini di una cittadina di Ostia che si è rivolta al servizio “Dillo a CasaPound” dopo che nel 2007 gli è stata demolita casa per la realizzazione di un parcheggio di un albergo e ad oggi è ancora in attesa dell’indennizzo stabilito dal Comune di Roma di 172.000 euro.
“L’odissea di questa proprietà – ha raccontato la cittadina che si è rivolta a CasaPound – nasce con il condono effettuato nel 1985. La casa venne costruita nel 1945 e nel corso degli anni furono effettuate delle migliorie abitative fino ad arrivare al 1960. La stessa, è stata la residenza di tutta la mia famiglia prima dei miei genitori poi, insieme a loro, di me e di mia sorella fino a quando siamo andate via. Nella stessa ci ha abitato fino alla morte mia madre che è stata l’ultima ad abitarci del nostro nucleo familiare. Dopo è stata regolarmente affittata nel corso degli anni. La richiesta di condono veniva rifiutata poiché un costruttore si opponeva in quanto stava realizzando un albergo, l’Airport Hotel di via dei Romagnoli ad Ostia, alle spalle della nostra abitazione che sicuramente alla fine della costruzione avrebbe dato fastidio sia all’estetica che alla funzionalità dell’albergo. Finalmente, dopo varie peripezie, nel marzo 2007 riuscivamo ad ottenere il condono pagando, oltre al dovuto, anche una somma riferita ad un ipotetico danno ambientale causato dalla nostra costruzione abitativa. Di questo eventuale danno, si era già espresso il Dipartimento IX -U.O.2 il 07 nell’aprile 2000 dove diceva che non sussisteva il fatto perchè non vi erano le caratteristiche tecniche affinchè venisse configurato tale danno, ma pur di mettere fine alla vicenda anche questa somma venne pagata. Successivamente, il Comune di Roma – Dipartimento IV – Ufficio Unico per le Espropriazioni, decretava l’esproprio a favore del Comune di Roma di una serie di immobili al fine di una riqualificazione ambientale. Il ricorso al Tar fu respinto e nel mese di Maggio del 2007 la casa venne demolita. Soltanto la mia casa, e non tutto ciò che era previsto nel decreto di esproprio. Al posto dell’immobile ora sorge un parcheggio che è utilizzato dall’albergo. Sono passati 5 anni e dopo una serie di avvisi di liquidazione ed un indennizzo stabilito dal Comune di Roma in 172.000 euro, valutazione peraltro molto bassa, sono ancora in attesa”.
“La vicenda diventa ancora più grave – ha aggiunto Marsella – se si pensa che per demolire la casa, alle 7 del mattino hanno prelevato gli affittuari, una famiglia con moglie in stato di gravidanza ed un bambino di 2 anni, trovandogli una sistemazione obbligata in un campeggio poco distante. Crediamo che ci troviamo di fronte ad un vero atto di prepotenza da parte dell’ex giunta del sindaco Veltroni e dei costruttori dell’Airport Hotel sul quale è necessario stabilire le responsabilità. Vogliamo capire i motivi per i quali l’indennizzo non viene ancora elargito – ha concluso Marsella – ed andremo avanti finché non verrà fatta la dovuta chiarezza e potrà essere messa la parola fine su questo caso”.

Fonte notizia Agen Parl

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