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Case all’Idroscalo e contestazioni dei residenti

In relazione all’articolo «Case abusive a rischio alluvione», pubblicato su  il 5 settembre 2010, riceviamo dai residenti dell’Idroscalo di Ostia le seguenti precisazioni: «È un falso che “dopo le demolizioni i residenti ricostruiscono le baracche e tutto torna come prima”»; «é falso che “solo poche abitazioni sono regolari, ma quasi tutte anche le abusive, hanno gli allacci delle utenze in regola”».

I residenti, poi, ritengono «altamente lesiva» l’affermazione, ovviamente metaforica: «I bambini non giocano con il Lego, aiutano mamma e papà con calce e cemento a chiudere buche e crepe nei muri di casa»; e la definizione di «catapecchie» e «baracche» data alle loro case, che chiaramente non voleva essere un insulto ma un richiamo alle loro condizioni disagiate. Per quanto riguarda gli altri, numerosi, punti contestati confermiamo quanto pubblicato sul quotidiano e manifestiamo meraviglia per l’atteggiamento dei residenti, invitandoli a rileggere bene il testo dell’articolo per evitare ulteriori equivoci. Ad esempio non si diceva che «dopo il 23 febbraio scorso» erano arrivati all’Idroscalo nomadi e stranieri, ma si faceva riferimento agli ultimi 50 anni. Non si parlava di un muro lungo 200 metri ma di un percorso di 200 metri e di un muro coperto dal filo spinato. Tutto il servizio, infine, era orientato a denunciare i problemi dei residenti, affinché le loro condizioni migliorassero.

Fonte notizia il Tempo

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