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Cingalese 32enne affoga in scantinato salvi moglie e figlio di pochi mesi

Canale di bonifica tracima e sfonda il muro di una villetta: travolto il giovane, lavorava come cuoco in un ristorante.

ROMA – L’uomo vittima del nubifragio a Roma è un giovane immigrato dallo Sri Lanka, un cingalese di 32 anni di nome Sarang, annegato giovedì mattina nella sua abitazione all’Infernetto, quartiere a ovest della capitale. L’uomo, che viveva in italia da sei anni e faceva il cuoco nel ristorante La Paranzella, risiedeva nello scantinato di una villetta a schiera in via di Castelporziano. Qui è stato sorpreso dall’onda di piena di un vicino canale di bonifica, che è tracimato invadendo la strada residenziale: la forza dell’acqua ha letteralmente sfondato un muro della casa che, crollando, ha travolto il giovane che si trovava nel seminterrato per recuperare alcune cose, secondo quanto ricostruito finora.

IN SALVO LA PICCOLA – Scampati al disastro la giovane moglie dell’uomo e il figlioletto di pochi mesi, che lo avevano raggiunto nella Capitale da meno di un anno: si trovavano entrambi in un’altra stanza quando l’acqua ha sfondato il muro. Hanno resistito nell’acqua, non si sa come, fino al provvidenziale arrivo di un equipaggio della guardia di Finanza, che li ha tratte in salvo: gli uomini delle Fiamme Gialle non hanno esitato a buttarsi in acqua per recuperare il piccolo e la madre. I vigili del fuoco attendono ora gli uomini del reparto sommozzatori per poter provvedere al recupero del cadavere del cuoco annegato. «Là dentro ci saranno 300-400 metri cubi d’acqua», ha affermato uno dei vigili del fuoco al lavoro sul posto.

LA VILLETTA – Sarang, e la sua famiglia vivevano in una villetta a due piani che ospita altre famiglie cingalesi. «Quando sono entrato in casa la scala che portava al seminterrato era già inondata – ha raccontato un giovane che abita nella zona, tra i primi ad intervenire -. Siamo riusciti a portare fuori la moglie e la figlia, lui chiedeva aiuto attraverso una grata. Gli abbiamo passato un tubo per l’acqua per cercare di farlo respirare, ma non ci siamo riusciti».

 Fonte notizia Corriere della Sera

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