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Clochard deceduto per il freddo in pineta

L’uomo, un rumeno di 41 anni, rinvenuto da un connazionale e segnalato ai carabinieri.

Il freddo, il killer dei senza tetto, ha mietuto la prima vittima: è un rumeno di 41 anni ritrovato privo di vita nella pineta di Castelfusano. Ad Ostia la prima vittima del freddo. Il corpo senza vita di un uomo è stato ritrovato questa mattina all’interno della pineta di Castelfusano, nei pressi di via Mar Rosso. Il poveretto, morto molto probabilmente per assideramento, è stato in seguito identificato dai carabinieri di Ostia: si tratta di un rumeno di 41 anni, senza fissa dimora. Dai primi rilievi non ci sarebbero segni di violenza sul corpo. Con le temperature che si vanno progressivamente abbassando, ecco ripresentarsi per i tanti clochard di Ostia il principale nemico, ossia il freddo. Ad effettuare la segnalazione al 112, sarebbe stato un connazionale dell’uomo dopo aver scoperto il cadavere. Al Lido di Ostia, con le sue pinete ed i suoi parchi nei quali sorgono con estrema facilità favelas e baraccopoli, il giorno di Santo Stefano del 2008 si consumò una tragedia all’interno della pineta di Castelfusano: qui una giovane donna rumena morì nel rogo della propria baracchetta insieme al figlioletto di due anni dopo aver acceso un fuoco per riscaldarsi. Lo scorso inverno, invece, furono quattro i decessi per ipotermia in una settimana a febbraio. Furono quattro i senzatetto trovati morti e la comunità di Sant’Egidio lanciò l’allarme. “Servono più strutture per l’accoglienza e meno indifferenza”, ammonì Stefano Natali, rappresentante  dei volontari impegnati al fianco dei clochard del municipio XIII. I quattro uomini, tre polacchi e un ungherese, un’età compresa fra i 40 e i 50 anni, vivevano sul litorale romano tra Ostia e Dragoncello. Fatale l’ultima ondata di freddo dell’ultima settimana di febbraio dopo una vita di stenti e malattie non curate. I loro corpi furono poi trasferiti nella sala mortuaria dell’ospedale Grassi in attesa che proprio la comunità di Sant’Egidio con l’aiuto dell’Ama si occupasse dei loro funerali. Per i volontari che da anni li raggiungono nel cuore della pineta, fra le strade della città e sotto i ponti per portare cibo, coperte e vestiti le vite di queste persone non possono essere archiviate con una cronaca che li racconta come anonimi senzatetto uccisi dal freddo. Sostegno all’opera dei volontari arriva dall’amministrazione municipale che anche quest’anno ha varato un piano contro l’emergenza freddo, partito mercoledì 1 dicembre. Si tratta di un intervento, approvato nel Piano regolatore sociale,  volto a dare una prima risposta a chi vive i disagi causati dalla condizione di vita in strada fino al 15 marzo 2011. L’intervento comprende l’accoglienza notturna presso strutture presenti sul territorio per 50 persone di cui 20 uomini e 30 tra donne e bambini. La novità di questo progetto è l’istituzione di una unità mobile che sarà presente su tutto il municipio dalle ore 18.30 alle ore 22 per una ricognizione territoriale tesa a rilevare la presenza di persone in stato di disagio e per la distribuzione di generi di primo aiuto. C’è inoltre la possibilità di effettuare segnalazioni al numero telefonico 340.2467349 negli orari indicati. Si tratta di un’operazione che, visti i buoni risultati degli anni passati, è stata riproposta dal presidente Giacomo Vizzani e dall’assessore alle politiche sociali Lodovico Pace. Grazie alle risorse municipalie all’impegno dei volontari potranno essere aiutati i clochard, offrendo loro pasti caldi, coperte e assistenza psicologica e sanitaria, pur restando  comunque aperte strutture fisse dove poter dormire, lavarsi e fare colazione. Secondo i meteorologi, il freddo artico ha ormia raggiunto il centro Italia e la capitale dove un nuovo nucleo di aria gelida arriverà domani, abbassando ulteriormente le minime. A Roma è scattato l’8 dicembre il Piano freddo per l’assistenza ad oltre 600 barboni. L’uomo trovato morto nella pineta di Ostia è la prima vittima ufficiale del gelo nella capitale. Il piano studiato dall’assessore alle politiche sociali Sveva Belviso resterà in vigore 4 mesi. Sono stati aumentati del 10 per cento – nel dicembre 2009 erano 590 – i posti disponibili rispetto all’inverno scorso grazie ad un investimento di  858 mila euro. Per aiutare chi non riesce a raggiungere i rifugi, a disposizione 8 unità mobili della sala operativa sociale, 3 unità in servizio notturno e un bus-navetta. Anche quest’anno al San Camillo-Forlanini la Croce rossa italiana accoglierà 120 ospiti, con assistenza dalle 18 alle 10 del mattino seguente. Secondo i dati forniti dalla comunità di Sant’Egidio e dal comune, sono circa 2 mila le persone senza fissa dimora assistite durante l’inverno nei ricoveri ed in altri alloggi di fortuna anche se rimarrebbero in strada, esposti al gelo ed al rischio di morire, almeno altre 4 mila persone.

Fonte notizia il Faro

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