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Contrordine a Ostia, niente discoteche aperte fino alle 7: si chiude alle 4,30

Contrordine, a Ostia si potrà ballare solo sino alle quattro e mezza del mattino. Il caos del passato fine settimana e una polemica esplosa nel bel mezzo di un vertice prefettizio, hanno fatto fare marcia indietro all’amministrazione. E annullare l’attuazione della decisione di prolungare le aperture delle discoteche sino alle sette del mattino.

E’ stato il Gabinetto del sindaco ieri a stoppare l’iniziativa del XIII Municipio. «Si ritorna agli orari adottati nell’estate 2009» ha ingiunto il vicecapo di Gabinetto, Giammario Nardi, in una riunione tenuta in tutta fretta a Ostia con l’assessore locale alla Polizia municipale, Amerigo Olive, e con i gestori delle discoteche. «Il Campidoglio spiega Olive ha deciso di intervenire su tutte le tematiche della movida che verranno messe a punto in un altro incontro previsto per lunedì prossimo». «La decisione presa dalla Giunta – tenta di mediare il vicepresidente del municipio, Renzo Pallotta è in via sperimentale per cercare di arrivare ad una soluzione condivisa. Il nostro compito è di ascoltare le esigenze di tutti: quelle degli operatori della notte, come quelle dei residenti».

La sensazione netta, però, è che all’amministrazione locale sia completamente sfuggita di mano la situazione. Nella notte tra sabato e domenica polizia municipale e carabinieri hanno ricevuto proteste per il fracasso proveniente dalle discoteche. Le forze dell’ordine, non tutte concordi con l’orario prolungato, erano intervenute a sedare risse e schiamazzi in strada. Ed il comitato di quartiere ”Civico 2013” aveva pesantemente contestato non solo l’improvvisazione dell’iniziativa ma anche l’assenza di controlli sull’inquinamento acustico sul lungomare.

«Sinceramente – ammette il delegato comunale alla Sicurezza, Giorgio Ciardi – abbiamo appreso dai giornali dell’orario prolungato deciso dal municipio. Se fossimo stati coinvolti avremmo senz’altro contribuito per creare migliori controlli in fatto di sicurezza, di emissioni acustiche e di mobilità». Anche l’Associazione guida sicura Asgs Italia è convinta che «l’apertura delle discoteche fino alle 7 del mattino è una follia» e che l’iniziativa assunta dal municipio di Ostia «sembra più un’idea commerciale che non un provvedimento per aiutare i giovani».

Non ultimo a bloccare l’orario prolungato dei locali, è stato l’intervento durissimo del presidente dell’Assobalneari, Renato Papagni, nel corso del Comitato provinciale per la Sicurezza e l’Ordine pubblico di mercoledì. «Ostia – ha tuonato Papagni alla presenza del Prefetto, Giuseppe Pecoraro – è ridotta a un far west. La movida notturna si traduce nella paralisi della viabilità, in un lungomare invaso da prostitute, camion bar e parcheggiatori abusivi, in un campo minato di vetri, bottiglie, lattine e cartacce. Per non parlare, poi, dell’inquinamento acustico raramente contrastato».

A proposito di lotta all’inquinamento acustico, i gestori delle discoteche ieri hanno annunciato che doneranno alla Polizia municipale un fonometro certificato del costo di 18 mila euro. «Limitare l’attività alle quattro e mezza – commenta Fabrizio Martiradonna dell’associazione tra gestori ”Notte in vita” – non è un problema per noi. Non abbiamo mai manifestato interesse per l’orario prolungato. Il punto è che ci sentiamo sul filo del rasoio, messi in discussione a stagione iniziata e con impegni già assunti con artisti e dipendenti».

Fonte notizia Il Messaggero

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