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Cani & Gatti

Dal 23 al 25 ottobre, nella Parrocchia San Nicola di Bari va in scena la famiglia, con ‘CANI E GATTI’ del Gruppo Teatrale ‘RIDENDO E SCHERZANDO’

Venerdì 23 e Sabato 24 alle 20.30, Domenica 25 alle 16.30 (Via Passeroni, Ostia Lido) andrà in scena la Commedia di E. Scarpetta CANI E GATTI rappresentata dal Gruppo Teatrale della Parrocchia San Nicola di Bari, la compagnia RIDENDO E SCHERZANDO, che dalla fine degli anni ’70 calca le scene ‘di San Nicola’ e contribuisce attraverso l’Arte e la Cultura Teatrale alla Pastorale e in genere alla vita parrocchiale.

 

Con la regia di EDOARDO Introno, da un’idea di CARMINE Di Marco e le Scenografie del fondatore PASQUALE Avvisato, il gruppo dà modo di divertirsi sia tra i diversi gruppi attivi in parrocchia, sia aprendosi al Territorio invitando chiunque voglia passare qualche ora in serenità e gioia, ma anche per riflettere sul tema della Famiglia proprio in questo importante periodo nel quale il Sinodo si riunisce in San Pietro.

Il teatro può essere un Ponte per incontrarsi come Comunità Parrocchiale vincendo la tentazione di isolarsi tra i Muri delle proprie specifiche realtà. Da sempre il Ridendo e Scherzando aiuta i Sacerdoti ad organizzare la rievocazione storica della Natività e della Passione di Gesù coinvolgendo i parrocchiani e anche chiunque voglia vivere in prima persona i momenti più importanti della storia di Gesù.

Lo scorso anno il Parroco don ROBERTO ha voluto estendere questo particolare ‘carisma’ artistico e culturale convocando in SAN NICOLA la prima esperienza di Rassegna Artistica Inter Parrocchiale intitolandola alla BELLEZZA come possibilità di incontro tra persone e soprattutto con Dio.

L’appuntamento è dunque questo fine settimana, l’entrata per offerta libera che sarà come sempre devoluta in beneficienza. Ad aspettarvi un folto gruppo di attori che si mettono dunque al Servizio della Chiesa San Nicola, vengono da molti diversi percorsi e sono di tutte le età: CLAUDIA Di Marco, FABIO Romanato, STEFANO Di Tomassi, SARA Pitacco, MARCO Magistri, DANIELA Filippini, DOMENICO Vagnati, FRAIRA Franceschini, STEFANO Colletti, GIULIA Trezza, MASSIMO Caratelli, EDOARDO Introno, ALESSANDRO Scalzo. L’Aiuto Regia è di DARIO Quarta, i Costumi di CARMELA Lucciola e FIORELLA Ricci, le Scenografie di PASQUALE Avvisato.

Un ringraziamento particolare al TEATRO PEGASO che ha prestato al Gruppo molti costumi di scena.
L’arte e la cultura con la loro Bellezza possono avvicinare a Dio che è creatore. Creatura e creatore possono compiacersi l’un l’Altro quando l’esperienza artistica e culturale va aldilà della mera rappresentazione, oltre la superficie delle tecniche o la frivolezza di un istrionico personaggio, ma più in profondità diventa cornice per i percorsi dello Spirito se Lo si lascia agire, ancor più se Lo si invoca con il Suo nome. Mettere Gesù al centro di un gruppo teatrale è particolarmente bello; condividere i vissuti di persone e personaggi è spezzare insieme il pane delle vite e della vita, apprezzare il continuum delle storie, dell’alternarsi di gioie e sofferenze, che ricalcano quelle della vita quotidiana, è bere insieme uno stesso vino che ci riunisce e ci avvicina. Arte, Cultura, Teatro possono essere veramente ‘consolanti’.

In questo senso le commedie fantastiche svelano meglio la vita e il reale, ma ancor di più possono essere un canale privilegiato con il quale Dio può parlare al Cuore di ciascuno, segretamente, in modo che quasi non si sappia più chi sia l’attore o lo spettatore e se lo spettacolo sia quello che si rappresenta o l’Uomo stesso nell’esperienza culturale che sta personalmente intimamente vivendo. Se poi questo accade nelle Parrocchie è veramente bello vedere come dal semplice gioco del teatro Dio può chiamare ad altro, magari a collaborare con Lui nel Servizio, a semplici attività ma anche a volte a seguirlo nella Scelta esistenziale, nelle due Vocazioni Cristiane del Sacerdozio o dell’essere padri e madri, alla famiglia, perché, attraverso l’Arte, se la Gioia è vera il vero Frutto non tarda a mostrarsi, i Semi germogliano e presto si raccoglie ciò che era stato piantato spessissimo nell’inconsapevolezza delle persone stesse che erano lì semplicemente per ‘giocare’ al teatro. Si può scoprire così come la gioia, il teatro e l’arte, sono stati soltanto veicoli di qualcosa di più grande, strumenti lontanissimi dal mondo dello spettacolo con le sue regole spesso di vanità, ma anzi le reti da pesca di un Amore molto più ampio e nel quale il più grande Creatore ha voluto dispiegare le trame della sua Regia nel Disegno della tua individuale vita.

Il vero spettacolo può essere una Vita al Servizio, alla sequela di Gesù e la Cultura, l’Arte, il Teatro possono mostrare la via per quel pizzico di Regno dei Cieli qui ed ora, di Paradiso sulla Terra a cui siamo tutti invitati specialmente chi è stato tanto lontano da Dio.

E se ci riflettiamo quanto somigliano a volte gli attori a quel piccolo gruppetto di discepoli alla sequela del Nazareno, con i loro caratteri a volte ruvidi, sconclusionati, impulsivi, complessi ma nello stesso tempo puri, ricchi di emozioni e sentimenti, capaci ora di sfidare il mondo per l’Amore di una coraggiosa testimonianza, ora impauriti e confusi quando i problemi come onde grandi e venti fortissimi scombussolano le barche della vita, ora uniti dall’esperienza che si sta vivendo, ora divisi e in conflitto per un nonnulla presi dal ansia e da preoccupazioni. Ma nel momento della Preghiera iniziale, prima delle prove dello spettacolo, quando si nomina Gesù tutti insieme sempre una calma speciale cala tra il gruppo, si percepisce il senso profondo dello stare lì anche se nessuno se lo dice,’vento e onde si calmano’, si intuisce che Regista, Attori e Spettatorin realtà non siamo propriamente e veramente noi lì in quel momento. E lo Spettacolo inizia.

Mettere Gesù al centro di un gruppo teatrale è particolarmente bello; condividere i vissuti di persone e personaggi è spezzare insieme il pane delle vite e della vita, apprezzare il continuum delle storie, delle gioie e delle sofferenze, che ricalcano quelle della vita quotidiana, è bere insieme uno stesso vino che ci riunisce e ci avvicina.

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