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“Er Calippo e ‘na bira”, il raduno live Ostia, voglia di ordinanze anti-coatti

Una ghiacciolata per celebrare il successo del video-cult girato sulle spiagge romane. Ridono tutti, ma non il minisindaco del municipio già furioso con Amendola: “Basta con questa immagine burina di Ostia”.

Una domenica infuocata, due amiche a due passi al bar, un giornalista che passa di lì e poi il web. Cortocircuito da manuale quello che ha travolto di popolarità le due ‘coatte’ protagoniste involontarie del cult dell’estate. Quel “er calippo e ‘na bira” che le ha incoronate principesse di YouTube e ha scaraventato il litorale di Ostia nell’immaginario trash di migliaia di spettatori. Una popolarità strepitosa, sfociata anche in eventi live. Ridono tutti, ma non il minisindaco Giacomo Vizzani. Che anzi pensa a provvedimenti per la salvaguardia del decoro pubblico, dell’immagine del litorale già strapazzata l’inverno scorso in tv, a partire dal divieto di girare in costume per le vie della città.

L’esplosione sul web – “Er calippo e ‘na bira”: il tormentone dell’estate è partito così. Quasi per caso. Da un’intervista di Sky TG24 realizzata da Nicola Veschi su una delle spiagge libere di Ostia a due ragazzette romane dalla faccia pulita che sorprese a prendere il sole sul bagnasciuga alla domanda: “Come resisti al caldo?”: “Che ne so. Me ne vado a fa la doccetta de là”. E ancora: “Preso da bere?”, hanno risposto: “Ho preso er calippo e poi na bira. E vabbè mejio de niente. Poi ar mare uno se deve divertì, se deve”. Il tutto filmato e poi sottotitolato, perché il dialetto è strettissimo, in 51 secondi di “coatteria suprema”, titolo del video su Dagospia. L’intervista era pure quasi passata inosservata, poi il Trio Medusa su Radio Deejay ha dedicato loro una puntata. Da lì il video è rimbalzato prima su youtube e poi su face book: 800.000 viste, più di 2000 post. Ripreso e commentato pure in Spagna. E adesso tutti le cercano. Tutti le vogliono. Perché tanti le hanno trovate simpatiche e divertenti. Ma non tutti, e non solo nel mondo virtuale di internet.

Dal web al ghiacciolo-party, tutto in 5 giorni – Chissà se ci saranno anche loro, le ‘divine’ di Youtube, la coppia del cult che il Trio Medusa, in onda su Radio DEEJAY con  “Chiamate Roma Tre Ore Tre Ore”, ha scelto come tormentone dell’estate. Questa settimana il programma del Trio Medusa è primo nella classifica dei podcast su iTunes e per oggi alle ore 9.15 il trio ha invitato gli ascoltatori sotto gli studi romani di Radio DEEJAY (via Cristoforo Colombo, 90) per trascorrere l’ultima mezz’ora del programma insieme con “Er calippo e ‘na bira per tutti”. E’ prevista distribuzione gratuita di Calippo.

L’appello al sindaco – “Il litorale non si riconosce solo con le giovani coatte del video, le nostre sono spiagge aperte a tutti ma basta con questa immagine burina di Ostia”. Giacomo Vizzani, presidente del XIII municipio non sembra aver gradito il linguaggio delle ragazze andato in onda su tutti i telegiornali nazionali, già scaricato come suoneria sui cellulari e cliccato milioni di volte sul web. L’ha presa come l’ennesimo schiaffo all’immagine del suo municipio. E allora rilancia e corre ai ripari chiamando in causa pure il sindaco Alemanno: “Anche noi abbiamo un’immagine da difendere – ha detto – a Ostia non ci sono solo coatti. Non è terra di nessuno e anche per questo al sindaco voglio chiedere un’ordinanza particolare che limiti l’uso del costume da bagno solo sulle spiagge. E’ ancora solo una proposta ma in costume – sottolinea Vizzani – si sta in spiaggia, e non in giro per le strade e nei bar del litorale. Questo potrebbe essere un buon inizio per educare il popolo del mare”. Attenzione perciò. A Ostia c’è il rischio che tra poco l’unica passerella per lo sfoggio muscoli tirati, piercing e tatuaggi sia solo la riva del mare.

Il precedente – La polemica del minisindaco Vizzani arriva appena qualche mese dopo quella nata con la messa in onda della puntata di apertura della fiction invernale “Tutti per Bruno”, con Claudio Amendola nei panni di un poliziotto. Nel film, dopo una veloce inquadratura del cartello “Benvenuti a Ostia” in primo piano partiva una carrellata di immagini: prostitute che si contendono il marciapiede e barboni in cerca di cibo nei cassonetti. Spacciatori, magnaccia e un’ampia panoramica tra baracche e case abusive. Il tutto ripreso in peno giorno tra le strade principali di Ostia: “Quelle immagini hanno leso l’immagine del quartiere”, aveva commentato furioso il presidente del XIII municipio. Voleva essere risarcito e voleva spiegazioni: “Ostia è stata descritta come un quartiere degradato culturalmente e socialmente e non è così. Questo è un attacco politico ingiustificato e ingiusto, voglio andare all’avvocatura del Comune e citare per danni tutti: produzione, attore e regista”. Anche all’epoca il filmato finì su Youtube riscuotendo gran successo tra il popolo di internet ma poi il tutto si risolse con le scuse dell’attore e un invito a cena a Ostia del presidente Vizzani all’intera troupe. Insomma:” Mejio de niente. Poi ar mare uno se deve divertì, se deve”.

Fonte notizia La Repubblica

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