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FESTA DI PRIMAVERA 2016: SEGURANA, MODELLO DI PARTECIPAZIONE – Intervista a Barbara Pesciaroli e Roberto Latini, venerdì 20 maggio dalle 15,30

Intervista alla Presidente del Comitato Genitori Barbara Pesciaroli e a Roberto Latini papà, membro storico di questa realtà, ora Presidente del Consiglio dell’Istituto Via Mar dei Caraibi  

festa di primavera - segurana
Gara di Torte, angolo Libri e Dvd, Musica e Animazione per tutti, Pesca dei Giochi, Zucchero Filato, Angolo Verde, Massimo il Mago, Country Painting, Barbecue, ma soprattutto i banchetti con i lavori dei bambini e i loro Insegnanti: tutto questo sarà il giorno più bello della Scuola C. Segurana, più bello perché si giocherà insieme perché Segurana, che è quasi diventata un Modello di Scuola della Partecipazione per tutto il Territorio Ostiense, questo sta insegnando a Ostia: come si cresce insieme. Si concluderà con un altro momento importante: il saluto dei bambini delle quinte che a breve proseguiranno il loro percorso scolastico alle Scuole ‘medie’ tenendo nel Cuore tutto il calore e l’affetto di un’intera Comunità di famiglie.
In occasione della tradizionale Festa di Primavera della Scuola Caterina Segurana dell’Istituto Comprensivo Via Mar dei Caraibi – che si terrà VENERDI’ 20 Maggio dalle ore 15.30 in Via Caterina Segurana, Ostia Lido (dietro Ospedale G.B.Grassi) la REDAZIONE Diario di Bordo – che ha l’onore di essere ‘vicina ci casa’ di questa splendida realtà, avendo la Sede nel Centro Socio Pedagogico La Ciurma – ha voluto conoscere meglio coloro che sono tra i protagonisti di questa ormai nota Comunità Educante, Barbara Pesciaroli Presidente del Comitato Genitori Segurana e Roberto Latini uno dei più attivi storici partecipanti e anche neo Presidente del Consiglio d’Istituto da quest’anno scolastico. E’ importante ascoltare questi genitori responsabili – e ce ne sono diversi anche negli altri Istituti, ndr – poiché il loro percorso è veramente all’avanguardia per una Scuola davvero buona che conti sul coinvolgimento dei genitori, dialettico al ruolo professionale degli Insegnanti, famiglie che rivendicano onori ed oneri quali prima istituzione educativa soprattutto in un momento come l’attuale nel quale l’Italia, Roma e i Territori sono attraversati da un drammatico calo dell’affezione popolare e da una certa debolezza istituzionale.
Come nasce l’iniziativa della Festa di Primavera?
Barbara: “ Questa è la nona edizione ed è nata essenzialmente come una semplice raccolta fondi per i nostri bambini della Scuola e via via è cresciuta. E’ stata sempre una festa costruita per il divertimento delle famiglie e studiata per i bambini.
Una Festa di bambini, genitori e famiglie, di insegnanti con una tifosa d’eccezione: la Dirigente Scolastica dott.sa Lucia Carletti, praticamente la vostra prima fan. Che ne pensate?
Barbara: La ringraziamo molto. Ha sempre creduto in questo Comitato e in genere al coinvolgimento nella Scuola delle forze sane della Società Civile Locale. Una scelta coraggiosa che la vede spesso esporsi in prima persona. Non è facile. Una professionista che nello stesso tempo si ricorda di essere mamma e sa distinguere i due ruoli senza sacrificarne uno o l’altro nei rispettivi ambiti. Lo scorso anno è stata praticamente a tutta la Festa e quest’anno anche siamo lieti di averla tra di noi. Proprio per la sua attenzione verso noi genitori in qualità di genitore prima che di Dirigente, ben sapendo i bisogni, il ‘lavoro’, la ‘fatica’ di essere genitori, ci piacerebbe che partecipasse anche alle nostre riunioni o alle altre attività. E’ sempre la benvenuta.
Quella che è la naturale predisposizione dei maestri e dei genitori virtuosi a collaborare nella cellula fondamentale della società civile, la famiglia, è stata tuttavia normata dai decreti delegati negli anni ’70 che istituzionalizzarono questa forte alleanza educativa tra famiglie e scuola; hai sperimentato se questa relazione è direttamente funzionale alla crescita dei bambini?E’ un valore aggiunto anche per i genitori?
RobertoIl ruolo dei genitori è una parte davvero importante per una scuola, un collagene tra i bambini e l’istituzione pubblica e che tende sempre a cercare quel miglioramento peri figli, per la società ad esempio la voglia di informare e informarsi. Questo si traduce, come comitato, nella volontà di coinvolgere continuamente in iniziative, compito non facile perché il modello di società attuale spinge a correre ora qui ora là.
L’impegno per la Scuola ha accompagnato questo Comitato a partecipare sempre di più alla vita della Scuola C. Segurana e dell’intero Istituto Via Mar dei Caraibi tanto ora da avere un importante ruolo all’interno del Consiglio d’Istituto; quanto è contata questa passione nel Comitato per arrivare a voler prendersi maggiori responsabilità ufficiali?
Roberto: Pensi che negli ultimi anni il Comitato Genitori ha visto certamente persone più volenterose nel voler dare un contributo aldilà del Plesso, verso la Scuola, dentro la Scuola, in quello che è dietro alla Scuola, nell’organizzazione e noi abbiamo deciso di impegnarci per entrare a far parte del Consiglio d’Istituto anche per capire meglio, anzitutto noi stessi, la ‘macchina scolastica’ per contribuire a risolvere le difficoltà di questa Istituzione di cui spesso i docenti e i dirigenti sono le prime a pagarne le inefficienze nazionali. Siamo lieti di stare nel Consiglio per metterci a disposizione e per aiutare, dare una mano a livello scolastico e genitoriale, sempre nei limiti di quello che possiamo fare.
Barbara: Il Comitato Genitori di Segurana ha del merito per la motivazione alla crescita in senso Istituzionale della rappresentanza di questo Plesso; bel 6 membri del Consiglio d’Istituto vengono da qui. Per le votazioni e le elezioni ci siamo impegnati tanto, superando le differenze tra di noi; abbiamo fatto molta campagna informativa per capire e far capire cosa fosse ques’Organo Collegiale e l’importanza di avere membri di Segurana. Siamo davvero soddisfatti che l’alto numero dei partecipanti alle votazioni sia stato la risposta al lavoro del Comitato.
Il coinvolgimento del Comitato nella vita della Scuola ha una ricaduta sui bambini: come vedono i bambini la partecipazione del loro papà e mamma alla vita dell’ambiente dove vivono una stragrande parte della loro giornata e vita?
Barbara: anzitutto posso parlare della mia esperienza personale e credo possa confermare anche molte altre. Io ho 2 bambini in età scolastica e questo impegno mi aiuta tanto a creare un ulteriore complicità con loro. Molto spesso mi chiedono e si interessano:<mamma quest’anno che si fa?> – <mamma ti possiamo aiutare?> – <che bello quando c’è la festa> sia quella di Primavera che quella di Natale e comunque in tutte quelle iniziative nelle quali le famiglie sono coinvolte. Sono poi contagiosi perché chiedono e i genitori si interessano. Si i bambini sono coinvolti e coinvolgono. Da qui nasce la collaborazione anche con le maestre che nasce per i bambini, per far star bene loro. In questa Festa di Primavera ci saranno dei Cori di bambini e ci saranno dei lavoretti con i lavori dei bambini: loro sono la parte più attiva e del Comitato e delle varie Attività e Feste.
In questa Festa sembra che si ufficializzi quella rete che si va a creare non solo tra Famiglie e Scuola a anche con il Territorio; come vedi questa Scuola che si relaziona con il Tessuto Urbano, le vie, le piazze,il quartiere? E’ positivo?
Roberto: E’ positivo. Una marcia in più per la Scuola per diventare e rivalutare quello che poi diventa un ‘ambiente scuola’. Certo noi siamo una piccola realtà e quindi per rivalutare un Territorio c’è bisogno di una maggiore sinergia in questa direzione. Ma siamo anche un bell’esempio perché, seppure siamo il più semplice plesso di una realtà centrale più ampia, con l’impegno siamo arrivati dove siamo ora. Certo, il Comitato è fatica e non soltanto per le Feste. Per questo cerchiamo sempre di appoggiarci a quegli Insegnanti, che in cuor loro sono anche genitori in genere, ma comprendiamo che dopo le giornate di lavoro non è facile. Invece quando poi l’Attività si concretizza sono diversi a partecipare. Un po’ mi duole dirlo,ma che bello sarebbe se fossimo di più anche durante per la preparazione. Faccio un esempio pratico: ci saranno dei bellissimi Cori dei bambini, ma l’abbiamo saputo da pochissimo. Sarebbe stato più bello che gli organizzatori di queste performance artistiche fossero stati insieme a noi negli step logistici in modo da unire lo spettacolo, l’evento straordinario, al vissuto, al quotidiano.
Tra genitori e insegnanti c’è una dialettica che ha il suo fine ultimo e comune nella crescita positiva dei bambini; è una relazione che va migliorando?
Barbara: Si, va migliorando. Come in tutti i Gruppi operativi, in primis il Comitato Genitori, esiste sempre un piccolo gruppetto, delle persone più motivate, attive, collaborative, che spingono gli altri. Ovviamente le motivazioni sono personali e non si può pretendere che tutti lo siano.
Tornando al discorso della crescita, anche attraverso genitori e scuola del tessuto metropolitano; anche la Scuola Quinqueremi (Istituto Viale Vega) in questi anni è crescita molto in partecipazione familiare. Avete avuto contatti con questa realtà? Ha significato pensare ad iniziative comuni legate al concetto di ‘pedagogica di prossimità’ di vicinanza fisica? Dopotutto siete solo a pochissimi kilometri di distanza. E questa relazione tra famiglie e insegnanti di Scuole vicine non è importantissima proprio ora che il Territorio ha problemi di partecipazione popolare e di legittimità istituzionale affinché proprio i cittadini, aldilà degli schieramenti di parte, si approprino dei loro quartieri, condomini, luoghi di vita?
Barbara: Questo è un lavoro tutto da impostare. E’ forse il futuro. Purtroppo non abbiamo questo riscontro. Anche una collaborazione con altre Scuole di prossimità, per esempio la Quinqueremi, sarebbe bellissimo ma non c’è mai stata ancora. Lo scorso anno doveva partire un’iniziativa e addirittura c’era stato un incontro con la Presidente del loro Comitato però non ha avuto seguito. Questo riscontro sul Territorio, partendo dalla Scuola, non c’è. L’impegno dei Dirigenti Scolastici in questo senso c’è: ci aiutano a creare relazioni con le Attività Culturali e Commerciali magari per i premi della Festa ma non c’è un continuativo riscontro esterno. La Scuola rimane ancora una realtà spesso autoreferenziale.
La collaborazione dei genitori potrebbe essere utile anche per alcuni interventi culturali e strutturali di cui la Scuola, dove vivono i loro bambini, ha bisogno, soprattutto in un contesto delicato come quello dell’attuale panorama locale inquinato purtroppo da relazioni poco chiare tra amministratori, realtà associative, enti privati e pubblici addirittura arrivando al Commissariamento per Mafia?Faccio un esempio pratico: un genitori esperto in informatica, un altro competente per un ambito culturale, un altro muratore o elettricista, non collaborerebbe volentieri per la Scuola di suo figlio?
Roberto: Se questo si potesse fare a livello legislativo e amministrativo, se ci permettessero di farlo, questa Scuola come tante altre sarebbe un gioiello. Il problema non è dei Dirigenti Scolastici ma delle normative che sono sopra di loro. Noi non siamo nella condizione di poter fare. Ci sono diversi volenterosi e competenti, abbiamo tante maestranze. Qui, solo a Segurana, ci sono 400 famiglie, 400 mestieri a disposizione: una risorsa incredibile, ma tutto dobbiamo delegarlo agli Uffici Tecnici. Tuttavia qualche lezione in classe, qualche papà professionista già ha potuto insegnare ai nostri bambini nelle Classi e questo è un esperimento che va senza dubbio ripetuto e anzi ampliato tanto da poter trovare un giusto spazio nell’Offerta Formativa.
Barbara: Noi genitori non possiamo nemmeno cambiare una lampadina. Se il Comitato potesse trovare una modalità più diretta, se lasciassero i dirigenti e gli insegnanti più liberi di vivere con i genitori la loro Scuola, dove passano la vita, il quotidiano, qui tutto sarebbe messo a nuovo, sarebbe davvero una ‘buona scuola’.
La Scuola Caterina Segurana, grazie particolarmente al vostro impegno di Comitato, è cresciuta esponenzialmente nella partecipazione; questo lo riscontriamo nei pareri dell’Istituto come in quelli di tutti gli altri a livello territoriale ostiense. Quasi si potrebbe parlare di un ‘modello segurana’. Se un altro Istituto volesse chiedervi un consiglio in merito cosa gli rispondereste: qual è stato il vostro segreto?
Barbara: Ci vuole molto amore per i propri bambini che si traduce in tanta tenacia, spalle forti, volontà energica, pazienza e davvero tanto tempo da dedicare. Noi vogliamo dare questo consiglio: innamoratevi di questi anni coni vostri figli, un periodo unico e che non tornerà. Trovate la forza in questo.
Grazie Barbara, grazie Roberto e a tutti voi genitori del Comitato Segurana a quelli che ci sono, che ci furono e a quelli che si avvicenderanno. Voi ci date un grande insegnamento, ovvero che la prossimità e la quotidianità sono le vere direttrici a cui guardare per procedere in questa svolta epocale che vede le Periferie fisiche ed esistenziali assurgere ad elemento fondante la Società Civile che in questi anni vive un’incredibile periodo di rinnovamento, quasi un nuovo rinascimento, un passaggio a cui i nostri nuovi amministratori, le nuove istituzioni non potranno non tenere in considerazione. Questo anche grazie al modello Segurana. Grazie.

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