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FS. Cervellini (SI-SEL): ‘Su asset strategico non vi chiediamo di fermarvi, ma di cambiare verso: per un mercato con regole chiare che punti al trasporto su ferro’

Roma, 13 aprile 2016 – “Con questa mozione, chiediamo di considerare in modo approfondito la reale opportunità di procedere alla privatizzazione di un settore – quello delle Ferrovie – delicato sul piano sociale e centrale su quello economico. Abbiamo opinioni molto diverse da quelle fino ad oggi espresse dal Governo: i processi di privatizzazione, come ci insegna l’esperienza italiana, di certo non possono essere aprioristicamente percepiti quale garanzia di successo economico e competitività, ma risultano spesso terreno fertile per operazioni poco trasparenti, che rischiano di ledere i diritti della collettività in settori molto delicati”.

Lo ha detto il senatore di Sinistra Italiana-SEL Massimo Cervellini, vice presidente della Commissione Lavori pubblici, intervenendo in dichiarazione di voto sulla mozione contro la privatizzazione FS, annunciando il voto favorevole di SI-SEL non solo alla mozione a prima firma De Petris, ma anche alle mozioni a prima firma rispettivamente Crosio e Scibona.

“Nel caso di FS, che rappresentano un settore strategico per la vita dei cittadini, la logica della privatizzazione colpirebbe una società con un enorme potenziale industriale, che andrebbe garantito anche attraverso intensi processi di riconversione ecologica e tecnologica. Tra l’altro, un’affrettata privatizzazione presenta gravi rischi soprattutto sotto il profilo della salvaguardia dei diritti dei lavoratori e dei servizi. Senza contare che la parte più appetibile è quella dell’alta velocità e sarebbe messo a grave rischio il resto del servizio, che però è quello che coinvolge il 70 per cento degli spostamenti dei cittadini, cioè quello del trasporto pendolare intorno alle aree metropolitane. Non possiamo pensare che per investitori privati possa diventare appetibile concorrere a linee metropolitane locali quando vengono finanziate Autostrade come la Roma-Latina e la Tirrenica. Non basta fare cassa, se manca la prospettiva, se l’interesse sta nel coinvolgimento dei privati – in direzione del trasporto su gomma – dei soliti noti, con concessioni a vita, o di avventurieri stranieri, come nel caso della Roma-Lido. Non vi chiediamo di fermarvi, ma di cambiare prospettiva in direzione di un’apertura del mercato a livello liberale con regole chiare e con una prospettiva che privilegi il trasporto pubblico su ferro e locale’.

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