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Il consigliere contro i ciclisti “Qui in bici ci vanno solo i romeni”

Il presidente della commissione Lavori pubblici del XIII municipio contrario a nuovi spazi ciclabili. Il pressing delle associazioni di cliclisti per migliorare la situazione delle due ruote.

Ostia non è a misura di bicicletta: piste ciclabili pericolose, servizio di bikesharing fermo al palo e rastrelliere insufficienti sul lungomare. Le esigenze dei cittadini in bici del litorale romano godono di scarsa attenzione da parte dell’amministrazione locale. Lo dimostra un’infelice uscita del presidente della commissione Lavori pubblici del XIII municipio, Pierfrancesco Marchesi (Pdl), che per giustificare la sua contrarietà all’installazione di nuovi stalli per le bici sul litorale si è espresso così: “A Ostia gli unici che vanno in bici sono i romeni”. Un’affermazione che da giorni sta facendo il giro del web anche grazie alla nuova sensibilità per la ciclabilità urbana promossa in tutta Italia dal movimento #Salvaiciclisti.

L’episodio – che risale al 10 maggio scorso – è stato denunciato con un post su Facebook da un testimone diretto presente alla riunione del consiglio: Paolo Bonucci, presidente dell’Associazione Ostia in bici, che – in attesa di poter avere copia del verbale della riunione – fornisce un resoconto dettagliato dell’esternazione del consigliere Marchesi, avvenuta in occasione della presentazione da parte dell’opposizione di una richiesta di installazione di stalli per parcheggiare le bici sul lungomare.

Le affermazioni di Piefrancesco Marchesi sulla ciclabilità litoranea sono così riportate da Bonucci: “Il consigliere Marchesi ritiene che le rastrelliere installate nell’area pedonale non sono utilizzate,

che l’Associazione Ostia in Bici è formata da circa dieci persone, che la pista affianco alla Cristoforo Colombo non è frequentata e che a Ostia gli unici che vanno in bici sono i romeni”. Un’esternazione-choc da parte di un consigliere municipale già finito nell’occhio del ciclone mediatico il 18 gennaio di quest’anno, quando diede un calcio a un collega dell’opposizione nel corso di un acceso dibattito in consiglio.

Bonucci “smonta” le argomentazioni di Marchesi facendo presente che le poche piste ciclabili presenti sono molto frequentate – soprattutto in questo periodo primaverile – anche dai portatori di handicap. Se le rastrelliere non vengono utilizzate, poi, è perché non prevedono punti di ancoraggio per il telaio e parcheggiare dove si può bloccare solo una ruota non protegge dai ladri di biciclette.

“La pista sulla Colombo – afferma Bonucci – incrocia con 66 attraversamenti stradali e carrai ed è pertanto molto pericolosa”. Inoltre la nuova pista non si allaccia con la precedente e necessiterebbe di un ponticello di giunzione per renderla continua. In questo quadro s’inserisce il servizio di bikesharing, che sul litorale romano è scarsamente utilizzato: “Per i costi elevati e per l’assenza di intermobilità con le stazioni principali come Lido Centro”, sottolinea Bonucci.

Dopo aver passato in rassegna i problemi “ciclabili” presenti sul territorio, il presidente di Ostia in bici snocciola alcune cifre: “Ricordo al consigliere che la nostra Associazione solo a Ostia conta oltre 150 tesserati e fa parte della Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) – 16 mila iscritti e 120 associazioni su tutto il territorio italiano – e del Coordinamento Roma ciclabile e condivide i problemi della nostra città con altre trenta associazioni di ciclisti”.

Infine Bonucci sottolinea che i temi della ciclabilità sono entrati nell’agenda politica del Campidoglio e che anche le amministrazioni municipali dovrebbero cominciare a prenderne atto: “Forse Marchesi non si è accorto che il 24 aprile è stato firmato dalla Giunta Capitolina il Piano Quadro della Ciclabilità e che il 28 aprile ai Fori Imperiali c’erano 50 mila biciclette per chiedere sicurezza e infrastrutture adeguate all’uso della bici per gli spostamenti quotidiani. Chissà quando questa amministrazione si accorgerà delle richieste dei cittadini, tra cui quella di andare al mare in bici usufruendo delle stesse facilitazioni di quelli che ci vanno in auto”.

Fonte notizia la Repubblica

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