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Il dolore, la forza, l’amore e la rabbia di Anna Magnani raccontata in “Vulcana”

In scena, il 19 e 20 settembre alle 21.00 al Centro Culturale Elsa Morante, nella rassegna “Commedie nell’Arte”, la storia d’amore, tradimento e arte più famosa della Roma del dopoguerra. Ingresso gratuito

Sarà la pièce “Vulcana” ad aprire, lunedì 19 e martedì 20 settembre alle 21.00, la rassegna teatrale “Commedie nell’Arte”, un programma di quattro spettacoli, tutti ad ingresso gratuito, tra testi inediti, racconto, mito e grandi autori per incontrare il pubblico a Roma nel nuovissimo Centro culturale intitolato ad Elsa Morante (Piazza Elsa Morante). Il Centro è uno spazio polifunzionale dedicato alla cittadinanza, con particolare attenzione ai giovani che ospita rassegne d’arte, proiezioni, convegni, presentazioni di libri, concerti e spettacoli teatrali.

“Vulcana”, scritto e diretto da Fabio Mureddu, ha un allestimento stilizzato ma rigoroso. I personaggi della storia, interpretati da Francesca Nunzi e Fabio Mureddu, si dividono lo spazio simmetricamente come fosse un campo di battaglia. Un rincorrersi di racconti, ricordi, rabbie e dialoghi impossibili. Le musiche sono eseguite dal vivo da Giorgio Monoscalco, aiuto regia Ruggero Lorefice.

Lo spettacolo porta in scena il più grande scandalo sentimentale della storia del cinema italiano, il triangolo amoroso dei tre miti del cinema internazionale: Anna Magnani, Roberto Rossellini e Ingrid Bergman.
Viene rappresentato il burrascoso e passionale legame tra Anna e Roberto. Il rapporto era scandito da scenate plateali e furibonde, momenti di grande tenerezza e memorabili episodi di condivisione artistica. L’arrivo della Bergman, la diva più famosa d’America, travolse definitivamente la loro relazione. L’abbandono, per Anna, giunse in modo improvviso e vigliacco. Rossellini, fuggendo, all’alba, senza dare alcuna spiegazione, raggiunse la Bergman e la chiamò a interpretare la pellicola Stromboli, togliendo il ruolo alla Magnani.
Anna, abbandonata e ferita, decise di realizzare comunque il film pensato inizialmente per lei: lo chiamò Vulcano, come l’isola in cui fu girato, contemporaneamente a quello di Rossellini. A poche miglia di distanza, le due pellicole furono girate contemporaneamente, tra solitudini (umane e geografiche), rancori e rimorsi.

Si racconta che Anna, ogni sera, terminate le riprese, raggiungesse la riva del mare per lanciare improperi nella direzione di Stromboli, sfogando tutta la sua rabbia.

Vulcana sarà seguita il 3 e 4 ottobre dagli “Scherzi di Anton Pavlovič Čechov”. Il loro autore li ha chiamati “scherzi” e noi di questi scherzi siamo le vittime divertite. La “normalità” dei racconti viene interrotta bruscamente nel giro di poche battute: sui desideri e sui caratteri dei personaggi spuntano piccole crepe, lo schema delle relazioni, zoppica, inciampa e si ribalta.

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