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Il Grassi e il Pronto Soccorso che scoppia: troppi codici verdi

Troppi ammalati e pochi infermieri: sembra questa la realtà del nosocomio lidense che appare numericamente non adeguato. Troppi codici verdi e i pazienti si recano all’ospedale e non dal medico o pediatra di famiglia.

Sono appena le 10 del mattino ma il pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia, così come negli altri ospedali romani, è già pieno, tanto che “sembra di stare alla posta” come dice uno dei tanti signori in fila. Il personale del nosocomio lidense appare in numero nettamente inferiore a quelle che sono le richieste dei pazienti, nonostante la presenza dei nuclei di cure primarie presenti nel territorio del XIII Municipio che dovrebbero fare da filtro. “Una delle cause di questo disagio – fanno sapere in coro i medici di famiglia del litorale romano – è il mancato rapporto di coordinazione e comunicazione che c’è tra l’ospedale ed il territorio che offre studi pediatrici, medici di famiglia e nuclei di cure primarie. La struttura del Grassi, infatti, non sembra in grado di gestire l’eccessiva quantità di ‘codici verdi’ che arrivano e non ha gli strumenti per ricollorare il paziente nella struttura idonea al loro trattamento”. Andare direttamente al pronto soccorso significa “risparmiare soldi”, cosa importante in un momento di crisi economica come questo.

Certo è, dato riscontrato dai medici di famiglia del territorio lidense, che la copertura vaccinale quest’anno si è ridotta. Si sono vaccinate meno persone e il collegamento tra ospedale e studi medici non è mai esistito. Peccato, perchè in questo territorio ci sono molti studi aperti dal mattino alle 10 sino alle 19 in orario continuato. Di notte le cose, poi, sono anche peggiori con pazienti che aspettano anche dodici ore prima di essere visitati dai tre medici di turno che non riescono a fronteggiare il troppo flusso di ammalati. E la politica lidense come affronta il problema?
“I tagli alla sanità e il blocco del turn over per sostituire medici e infermieri hanno prodotto questa situazione. E’ una vergogna che mortifica la professionalità di tante persone che lavorano nella sanità pubblica in condizioni disumane e che offende in modo grave la dignità di chi avrebbe bisogno di essere curato e assistito, se la politica non è capace di ripartire da qui, è destinata a diventare una parola senza significato”, scrive su ‘Facebook’ il consigliere del Pd del XIII Municipio Paolo Orneli. “Il Grassi è un’ospedale sottodimensionato rispetto alla popolazione, che grazie al senso di reponsabilità e la professionalità di tutto il personale funziona. Nel passato ci sono stati silenzi, ma la lotta non deve essere politica. Proviamo a dare dignità alla malattia ed a chi se ne prende cura in questo territorio”, risponde il consigliere del Pdl Stefano Salvemme. La sanità non va trascurata altrimenti si ammala.
Fonte notizia Romatoday

 

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