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In dodici sul cavalcavia: «Ci annoiavamo»

Era diventato più elettrizzante di un videogioco. Colpire a sassate un’auto in corsa, assistere di nascosto ai danni provocati e gustarsi le imprecazioni dell’automobilista sinistrato era diventato un passatempo spassoso e irresistibile per sfuggire alla noia. Anche a costo di essere scoperti.
Una banda di dodici ragazzini di buona famiglia, tra i 12 e i 14 anni, tra i quali anche cinque femmine, è stata individuata dai carabinieri di Ostia come responsabile del lancio di sassi che a fine novembre avevano colpito sei auto in transito lungo la via Ostiense e, il mese scorso, anche un vagone della linea Roma-Lido. Un tredicesimo minorenne è stato identificato e sarà presto deferito all’autorità giudiziaria anche lui. Anche se nove di loro non siano imputabili, perché di età inferiore ai 14 anni, sono stati tutti denunciati per «getto pericoloso di cose, danneggiamento aggravato e lesioni personali». Alle accuse penali si aggiungeranno le inevitabili richieste di risarcimento.

L’allarme è scattato la settimana scorsa. Per due sere di seguito, martedì e mercoledì, le auto in transito sull’Ostiense, erano state colpite da sassi lanciati nel tratto compreso tra i viadotto Zelio Nuttal e la galleria di Acilia. Il 29 novembre erano state bersagliate in rapida successione una Mitsubishi Outlander, una Fiat Idea e un’Audi A3. La sera dopo, pressappoco sempre intorno alle 18,30, era stata la volta di Ford Fiesta, una Toyota Yaris e una Volkswagen Golf. Cinque vetture con il parabrezza in frantumi; il proprietario della Fiesta, un uomo di mezza età era stato ferito sulla fronte dalle schegge di vetro, riportando tagli che i medici del pronto soccorso hanno giudicato guaribili in sette giorni.

I carabinieri della compagnia di Ostia, agli ordini del capitano Sebastiano Arena, hanno approfondito la vicenda e hanno scoperto che una settimana prima anche un treno della Roma-Lido era stato raggiunto da una sassaiola e che, sempre nello stesso punto, un’altra auto un mese fa aveva riportato danni ad un vetro mentre transitava sull’Ostiense.
Raccogliendo le testimonianze tra gli automobilisti colpiti, gli investigatori hanno saputo che uno di loro aveva notato una coppia di ragazzini, un maschietto e una femminuccia, che dopo aver assistito a quanto accaduto dal bordo della strada, si erano allontanati. «Ho provato a inseguirli ma non sono riuscito ad acciuffarli» ha raccontato ai carabinieri.
Gli uomini del capitano Arena sono arrivati ai responsabili grazie al più classico degli espedienti: la sera del 1 dicembre alcuni militari in borghese delle stazione di Acilia e di Ostia Antica, si sono appostati nei pressi del tratto di Ostiense interessato dal fenomeno. E la loro pazienza ha avuto ragione. Tre ragazzini, due di 14 e uno di 12 anni, sono stati sorpresi mentre si appostavano con delle pietre in mano non distanti dalla linea ferroviaria, pronti a colpire le auto di passaggio.

Sono stati accompagnati in caserma e sono stati sentiti dagli investigatori alla presenza dei genitori. Prima hanno tentennato, cercando di negare. Poi, grazie alla collaborazione delle famiglie, sono stati identificati gli altri nove giovani, loro compagni della scuola media «Aristide Leonori» di via Funi, ad Acilia Sud. I militari venerdì mattina sono andati nell’istituto per raggiungere i «complici» e convocarli con i genitori in caserma.

In totale i denunciati sono 12, un altro è stato indicato dal gruppo e sarà denunciato nelle prossime ore. Tra loro ci sono cinque femmine; tre dei ragazzini hanno 14 anni, gli altri sono di 12 e 13. Due sono figli di stranieri dell’Est europeo. Tutti appartengono a famiglie perbene, lavoratori, senza conti in sospeso con la giustizia. Non ci sono state scene di pianto o di vero pentimento da parte degli accusati. I genitori, però, hanno compreso perfettamente la gravità del gesto e hanno fatto capire senza ombra di equivoco che fioccheranno punizioni. I ragazzini si sono giustificati che era stato solo un gioco che gli aveva preso la mano. Diventando una sfida che solo per un caso non si è trasformata in tragedia.

Fonte notizia Il Messaggero

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