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Incendio al Bambin Gesù 48 intossicati uno grave

Hanno respirato il fumo ma sono stati messi in salvo i nove bambini del reparto di rianimazione, al primo piano dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, dove intorno alle 15.30 è divampato un incendio, subito controllato.

Grave invece il bilancio degli adulti intossicati (quasi tutti soccorritori e personale di servizio) che risultano 40, tra cui un codice rosso. Fino alle 9 del mattino resterà chiuso il pronto soccorso dell’ospedale e inaccessibile il piano interessato dal rogo.

Gli adulti intossicati sono 28 dipendenti, 5 addetti alle pulizie e 7 genitori che sono intervenuti. Alcuni di loro sono stati trasportati in ambulanza in altre strutture ospedalierie: di questi uno è il codice rosso di cui si è detto e gli altri sono codici verdi. Una donna incinta è stata trasferita all’Umberto I. Gli altri, codici bianchi, sono stati invece trasferiti in una navetta (un autobus dell’Atac) con personale sanitario del 118 a bordo. Gli altri piccoli sono stati portati in altre strutture sanitarie con le ambulanze. Hanno dato disponibilità ad accogliere pazienti il San Camillo, l’Umberto I, il Gemelli, il Sant’Eugenio, il Santo Spirito e l’Aurelia Hospital. Al Gemelli, dove sono arrivati due piccoli intubati e 11 adulti intossicati, proprio per far fronte alla situazione di emergenza, sono stati sospesi i ricoveri ordinari.

L’incendio ha interessato solo il reparto. I primi a intervenire e soccorrere i pazienti sono stati i medici e il personale di vigilanza dell’ospedale: con gli estintori hanno tentato di spegnere le fiamme. In un primo momento i bimbi sono stati spostati nelle sale operatorie, dotate delle attrezzature mediche necessarie all’assistenza dei pazienti. Le incubatrici sono state spostate a mano dagli stessi medici. Le strade intorno al nosocomio sono state provvisoriamente chiuse al traffico.

Sul posto, oltre ai vigili del fuoco presenti con una decina di mezzi, anche polizia e 118. Il sindaco GIanni Alemnno e Renata Polverini hanno raggiunto il luogo dell’incendio per valutare l’emergenza. L’incendio sembra si sia generato a seguito di un corto circuito in un quadro elettrico partito in un ufficio del reparto. “I pazienti stanno tutti bene”, ha assicurato Massimiliano Raponi, direttore sanitario dell’ospedale. “Alle 15.25 di oggi – ha detto – c’è stato un principio di incendio subito controllato, però putroppo c’è stato del fumo in rianimazione dove sono ricoverati i nove pazienti intensivi che abbiamo subito dovuto trasferire”. Quanto alle persone rimaste intossicate per dare soccorsi “si tratta di personale sanitario, tecnico e amministravo – ha aggiunto – tutti intervenuti per aiutare e che hanno riportato una lieve intossicazione”.

I pompieri, che non escludono per ora nessuna ipotesi riguardo le cause dell’incendio, pensano che il rogo si sia sprigionato da un ufficio della rianimazione. Rimarranno al lavoro sul posto per tutta la notte mentre è stata mobilitata per i controlli anche la polizia giudiziaria. Momenti di vero panico quelli vissuti nel reparto dove erano ricoverati prevalentemente neonati, e tra questi molti prematuri.

“Mio fratello ha due mesi – ha raccontato Dadila – era ricoverato al terzo piano, era diventato viola, io gli ho fatto la respirazione bocca a bocca. L’incendio è avvenuto al primo piano, ma al terzo è arrivato moltissimo fumo. Non si respirava, non ci riuscivo io, figuriamoci mio fratello. In quei momenti abbiamo cercato tutti di aiutare, moltissime mamme e molte infermiere hanno cercato di prendere i bambini e staccare i tubicini, per metterli in salvo. Nel mio caso non potevo farlo senza un medico, perché mio fratello stava facendo una flebo particolare. Comunque, appena liberato dall’ago, l’ho preso tra le braccia e ho soffiato nella sua bocca. Studio scienze infermieristiche, anche per questo l’ho fatto”.

Nei momenti più concitati qualcuno ha spaccato i vetri delle finestre per far uscire il fumo. Lo racconta Antonio, 55 anni, centralinista al Collegio americano, struttura contigua al nosocomio. “Ho visto tutta la scena, è stato tremendo – ha raccontanto – c’erano le fiamme, e nel panico generale qualcuno ha mandato in frantumi i vetri delle finestre, per far uscire il fumo. In questi viali c’è stato un viavai impressionante di ambulanze, finché il reparto non è stato completamente evacuato”. “E’ stato un incubo –  ha riferito ancora sotto choc, il padre di un piccolo paziente – ha preso fuoco tutto e in un secondo è diventato tutto nero. E’ stata una cosa inspiegabile, assurda, c’è stato il panico più totale”.

Alcune madri hanno anche tentato di togliere i tubi della respirazione ai figli per portarli in salvo, con i medici che gridavano loro di non farlo. Giuseppina Abile, nonna di una neonata che stava per essere operata in cardiochirurgia quando si è sviluppato l’incendio, ha ancora chiara la scena: “Quando il medico è uscito dalla sala operatoria e ha detto che c’era un incendio, proprio nel reparto in cui era ricoverata mia nipote fino a qualche ora prima, c’è stato il panico. In quel reparto erano ricoverati tutti i neonati, molti prematuri, come mia nipote che ha due mesi e si trova lì dal 27 agosto. Per circa un’ora abbiamo assistito a scene terribili: i medici e gli infermieri portavano i bambini dalla rianimazione ad altri reparti, c’era un gran caos. Le mamme, prese dall’agitazione, in molto casi hanno tentato di togliere i tubi della respirazione ai loro bambini per portarli in braccio in salvo personalmente. I medici gridavano loro di non farlo”. Secondo la donna, la reazione del personale sanitario è stata “veloce” e così “si è riusciti a evitare il peggio. Adesso molto bambini si trovano nel reparto di cardiochirurgia del padiglione Spellman”.

Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, ha visitato in serata l’ospedale. Il prelato ha voluto visitare di persona i luoghi dell’incendio e sincerarsi delle condizioni dei pazienti, dei loro parenti, del personale sanitario e di quanti hanno collaborato allo spegnimento dell’incendio e a portare i primi soccorsi e mettere al sicuro in altri reparti e strutture i bimbi.

Bertone riferirà della situazione al Papa che ha seguito la vicenda ed ha chiesto di essere informato.

Fonte notizia Teleromaweb

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