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La rivolta degli albergatori di Ostia: con la tassa finiamo ko

Tassa di soggiorno, gli albergatori di Ostia schierati compatti contro il Campidoglio. E i balneari divisi sull’utilità di partecipare al prelievo straordinario dalle tasche dei turisti in vacanza sul litorale romano. Si è conclusa nella notte la discussione al Consiglio comunale sull’applicazione dal prossimo 1° gennaio della tassa di soggiorno nei confronti di tutti i visitatori non residenti nella metropoli capitolina.

Il prelievo consisterà in un euro per ogni persona che faccia richiesta di servizi balneari, incluse le spiagge libere. Dovranno pagare due euro al giorno gli ospiti degli alberghi sino a tre stelle e tre euro al dì per quelli di strutture a quattro stelle e superiori. Stessa sorte anche per i turisti accolti nei campeggi.

I titolari delle quindici strutture ricettive di Ostia e dintorni si sono riuniti in assemblea e hanno fermamente contestato il provvedimento. «Avevamo già incontrato l’assessore capitolino al Turismo, Mauro Cutrufo – spiega il portavoce Roberto De Prosperis – e gli avevamo rappresentato le nostre preoccupazioni. La risposta è stata ferma e determinata: il Campidoglio ha assunto questa linea per reperire risorse da destinare alla manutenzione della città. Al Municipio XIII abbiamo parlato con amministratori assolutamente sordi».

Così gli albergatori del litorale, che assommano circa mille camere, hanno scritto al sindaco Gianni Alemanno ed all’assessore capitolino alle attività produttive, Davide Bordoni. «Il nostro gruppo di strutture spiegano vive un mercato modesto e completamente staccato da quello del turismo di Roma e si sostiene principalmente con clientela che è per lo più legata al traffico dell’aeroporto di Fiumicino, al litorale inteso come zona balneare, alla fiera di Roma ed agli eventi di zona. Lo stato dell’occupazione dei nostri posti-letto è molto più basso di quelle del Centro e le tariffe dei nostri hotel sono di gran lunga più basse, proprio perché non sono paragonabili i due territori. Con l’introduzione di quella tassa di soggiorno la nostra competitività sarà messa a dura prova dalle strutture alberghiere del Comune di Fiumicino che stando nella stessa area geografica diacente ed attingendo clienti dallo stesso mercato potrà beneficiare di tariffe sempre più competitive delle nostre, incrementate dal ticket».

«Alla tassa che dovranno pagare per i nostri posti letto – conclude De Prosperis – i turisti dovranno aggiungere le spese derivanti dal rialzo che per lo stesso motivo si attuerà per gli open bus, quello per i battelli sul Tevere e per i servizi di spiaggia».

«Quella tassa è una sciagura che metterà in ginocchio le strutture di Ostia, facendo perdere la competitività con quelle di Fiumicino e di Pomezia, dove il balzello non esiste» sottolinea il capogruppo Udc in Campidoglio, Alessandro Onorato, che sull’argomento ieri ha presentato oltre cento emendamenti. «Riteniamo giusto che, in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, tutti i settori economici diano il loro contributo alla città -conclude Onorato – e vogliamo collaborare affinché la tassa sia equilibrata e di facile applicazione, ma è assolutamente necessario introdurre dei correttivi, perché così come è concepita adesso rischia di penalizzare fortemente il settore turistico, specialmente in zone che invece dovrebbero essere rilanciate, come il litorale romano».

Fonte notizia il Messaggero

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