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Lazio, ecco la mappa del mare inquinato Bandiere nere a Formia, Fondi e Fiumicino

Bollino blu a Ventotene e Sperlonga. Il dossier: “Fossi e torrenti scaricano un cocktail micidiale di batteri”. Sono 14 i punti del litorale inquinati.

Mare melmoso e marrone come una palude, ribollente di schiumetta e rifiuti galleggianti. Altro che acque azzurre e trasparenti. Gli ultimi rilevamenti di Goletta Verde di Legambiente ci dicono che le coste del Lazio stanno agonizzando, avvelenate dagli scarichi dei liquami e dalla cementificazione selvaggia. Quattro le bandiere nere assegnate dalla Goletta: a Fiumicino, a Formia, a Sabaudia e a Ostia. Quattordici in tutto i punti risultati pericolosi dai monitoraggi del 21 e 22 luglio, undici “fortemente inquinati” e tre “inquinati”. Tra i fortemente inquinati, cioè con una concentrazione di batteri fecali doppia rispetto a quella consentita, figurano Fondi, Gaeta, Ardea, Santa Marinella, Tarquinia.

“All’inizio dell’estate il nostro litorale, sia a Nord che a Sud, è stato preda di un nauseabondo blob che ha reso impossibili i tuffi in un mare – racconta il presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati – I risultati delle analisi microbiologiche effettuate dagli esperti della Goletta non lasciano dubbi: fossi e torrenti scaricano direttamente in mare un cocktail micidiale, perché mancano depuratori e impianti fognari”.

Non solo. Ai liquami si aggiungono le alte temperature misurate allo sbocco dei fossi, rilevate fino a oltre 34 gradi centigradi, che producono una brodaglia bollente viscosa e torbida che è l’habitat ideale per il proliferare dei colibatteri. A completare il quadro, la trasparenza delle acque, che non supera i 10 centimetri di profondità.
All’interno di questo disastroso panorama si salvano le 12 località che sono state premiate dalla Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano, in base ad una serie di requisiti legati non solo alla qualità delle acque, ma anche alla sostenibilità ambientale. In cima alla classifica ci sono Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, e Ventotene, in provincia di Latina, entrambe con quattro vele. Seguono con tre vele Sperlonga e con due Sabaudia, Tarquinia, San Felice Circeo, Nettuno, Ostia, Santa Marinella, Gaeta e Ponza. Una vela, infine, per Anzio.

Alla cementificazione della costa sono legate tre delle quattro Bandiere Nere assegnate da Goletta Verde nel Lazio. Pollice verso per il “Porto della Concordia” di Fiumicino, progetto che prevede 130 mila metri cubi di banchine e attrezzature connesse sulla foce del Tevere, zona ad altissimo rischio idrogeologico, per la lottizzazione “Il villaggio del Parco” a Bella Farnia di Sabaudia, dove un fondo agricolo di 12 mila metri quadrati è stato trasformato in centinaia di villini residenziali e per il “lungomuro” degli stabilimenti di Ostia, che hanno nascosto il mare. La quarta Bandiera Nera è andata a Formia per il grave inquinamento della foce del Rio Santa Croce. Più volte Goletta Verde ha denunciato una vera e propria fogna a cielo aperto nell’area di Gianola, uno dei luoghi più pregiati di Formia.

“L’inquinamento è solo una delle emergenze del mare della nostra regione  –  dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – Ci sono i nuovi faraonici porti, che accentuano l’erosione innescando ripascimenti a peso d’oro, gli assalti dell’illegalità al Parco nazionale del Circeo. Lo onfermano i dati del dossier Mare Monstrum 2010, con 636 reati accertati su mare e demanio marittimo, pari a 1,8 illeciti per ogni chilometro di costa”.

Fonte notizia la Repubblica

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