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“Lazio, in autunno il taglio di 2500 posti letto”

Il governo: entro settembre il piano sanità. La governatrice: “Tasse, è la via giusta”. Commissione tecnica sul caso Angelucci dopo i rilievi della Corte dei Conti

Presentare entro il 30 settembre il piano dettagliato per tagliare 2.500 posti letto: è la condizione strappata da Renata Polverini per scongiurare la bocciatura del piano sanitario. La giornata di “esami” la vede in piedi prestissimo. Prima di affrontare la commissione che la “rimanda a settembre”, ironizza il capogruppo Pd Montino (cioè il tavolo di verifica coi tecnici del ministero) alle 8.30 del mattino è dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori della sanità, dove incassa l’apprezzamento di Leoluca Orlando per aver “parlato pure di salute”. Torna sulle novità annunciate, dalla centrale acquisti all’accorpamento delle Asl. Spiega diligentemente che “al primo gennaio il Lazio aveva un’eccedenza di 2.492 posti letto”. Sul caso Angelucci, a domanda risponde: “Abbiamo avuto un verbale della Corte dei Conti che indicava delle criticità: oggi c’è la prima riunione della commissione che la Corte ha chiesto di istituire”.

Poi corre dai tecnici del ministero. Quando esce, come di consueto, sorride: “È andata bene, la strada è quella giusta, ma ci è stato chiesto uno sforzo in più”. Parole che Nieri e Zaratti di Sel bollano come “l’ennesimo depistaggio”. “È riuscita a evitare la bocciatura secca e la conseguente bagarre politica – chiosa Montino – Ma non ha ottenuto la sufficienza”. La prova? Nessuna novità sullo sblocco dei fondi Fas, indispensabili per la retromarcia su Irap e Irpef sulla quale Polverini afferma ancora di “sperare in Tremonti”. E neppure, prosegue il capogruppo Pd, “di una parte pur piccola dei 3,5 miliardi che spettano alla nostra Regione”.

Il giudizio è sospeso, si aspetta settembre. Perché a mancare, fra i decreti presentati da maggio, è il più importante, il piano della rete ospedaliera: ci sono solo generiche “linee guida”. Ma non il piano dei 2.500 letti da tagliare, città per città, reparto per reparto. Precisamente: 660 per acuti, 623 di lungodegenza, 1.203 in riabilitazione. Su quelli, in autunno, il Lazio sarà giudicato. Il resto – blocco del turn over, minori spese – non basta a salvare dalle imposte. E pure i tagli ai privati sono sotto la lente. Infatti, benché la governatrice si dica “stupita dell’enorme mole di contenzioso ereditata”, anche con lei il copione si ripete: buona parte delle cliniche private rifiuta di firmare e prepara ricorsi. “Basta ping pong e nascondini – esorta Claudio Di Berardino, Cgil – È ora di fare un punto verità. Se si continua a tagliare senza discussioni preventive, sarà un colpo mortale per la sanità pubblica. La Polverini convochi subito gli stati generali della sanità”.

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