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Legittima difesa: ‘Idv, 2 milioni di firme, record nella storia della Repubblica’

“Abbiamo raccolto 2.045.680 sottoscrizioni certificate alla nostra proposta di legge popolare sulla legittima difesa, già incardinata al Senato e che chiediamo si discuta al più presto. Si tratta di un dato pazzesco, un assoluto record nella storia della Repubblica che certifica quanto il tema della sicurezza sia sentito dai cittadini italiani che in pochi mesi si sono riversati  in massa nelle piazze e negli uffici comunali in tutt’Italia a firmare i nostri moduli. Il Senato non può più aspettare: due milioni di italiani vogliono da subito più sicurezza per sé e i propri cari contro una criminalità sempre più violenta e troppo spesso impunita”.

Così esordisce il segretario nazionale dell’Italia dei Valori Ignazio Messina, nel corso del sit-in a Montecitorio in cui il partito ha depositato altre ottocentomila firme che si sono sommate al milione e duecentomila già raccolte prima dell’estate.

“Chi viene aggredito nella propria casa o nel proprio negozio deve essere libero di difendersi – ha osservato il leader di Idv – e, dall’altra parte, è inaccettabile che l’attuale normativa preveda dei casi in cui al ladro che ci ha aggrediti può essere consentito di ottenere il risarcimento dei danni. Ad oggi, infatti, è possibile per legge richiedere, da parte dello stesso aggressore e in determinate circostanze, il risarcimento dei danni: ne è un caso emblematico, e purtroppo non unico, la vicenda del rigattiere veneto Ermes Mattielli, morto poco meno di un anno fa ma nel 2006 al centro della vicenda che lo vide sparare a due ladri penetrati nel suo deposito. Mattielli, per questo, fu condannato ad un maxi risarcimento che ora, peraltro, dovrà accollarsi lo Stato alla luce della rinuncia dell’unico erede”.

“Noi di Idv – ha osservato Messina nel corso del sit-in al quale erano presenti anche i senatori Maurizio Romani e Francesco Molinari – vogliamo punire più severamente la violazione del domicilio attraverso il raddoppio delle pene, ora fissate ad un minimo di sei mesi ad un massimo di tre anni. Noi vogliamo portarle ad un minimo di un anno e ad un massimo di sei,  e potenziare le possibilità di legittima difesa, oggi alquanto limitate. Chi vìola la nostra casa deve essere punito duramente, e ai cittadini onesti va data la possibilità di tutelarsi”.

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