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Metro C, il Cipe sblocca 792 milioni per la tratta San Giovanni-Colosseo

Le risorse, ha spiegato Alemanno, sono tutte definitivamente in capo a Romametropolitane. Ora si lavora sulla tratta T2, quella che dal Colosseo arriverà a Clodio, per la quale dovremmo reperire i finanziamenti”. Soppresse le fermate Chiesa Nuova e Risorgimento. Perplesso il Centro studi sulla mobilità per la perdita di Piazza Venezia: “Ora il tram su corso Vittorio Emanuele”

Il Cipe ha ufficializzato questa mattina l’erogazione di 792 milioni per la tratta T3 (San Giovanni-Colosseo) della linea C della metropolitana di Roma. Il nuovo tratto, i cui lavori inizieranno alla fine del 2010, dovrebbe essere aperta per dicembre 2015-gennaio 2016. A darne notizia il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, al termine della riunione del comitato alla presenza del ministro dei Trasporti, Altero Matteoli.

“La tratta T3- ha spiegato il primo cittadino della capitale – vale 792 milioni. Il governo aveva già dato 470 milioni ed oggi ne ha aggiunti 84. Il Comune ne aveva già stanziati 143 nel piano investimenti e la Regione Lazio ha aggiustato il suo stanziamento, aggiungendone 7, per arrivare alla sua cifra di competenza pari a 95 milioni. Queste – ha aggiunto Alemanno – sono tutte risorse definitivamente in capo a Romametropolitane. Alemanno ha spiegato che “l’arrivo a San Giovanni è previsto nel 2013 e al Colosseo nel 2015″. Il sindaco si è detto molto soddisfatto dell’obbiettivo raggiunto: “E’ stata una battaglia durata dodici mesi – ha concluso – e un grosso lavoro di tessitura” per completare “la più grande opera pubblica in atto nel nostro paese. Ora si lavora sulla tratta T2, quella che dal Colosseo arriverà a Clodio, per la quale, in questi anni, dovremmo reperire i finanziamenti”, probabilmente entro il 2018.

La fermata Chiesa Nuova della linea C, come da tempo si sussurrava da tempo, “è stata ufficialmente soppressa in condivisione con il commissario Cecchi per le fortissime problematiche archeologiche”. Ma anche quella Risorgimento, sotto l’omonima piazza in Prati, “è saltata, vista la vicinanza con la stazione Ottaviano” che invece resta parte integrante del progetto insieme alla stazione Venezia. Lo ha fatto sapere Giovanni Simonacci, responsabile della linea C di Romametropolitane.

“Il progetto definitivo della tratta T2, da Colosseo a Clodio – ha spiegato Simonacci – è ancora in corso. Nonostante la soppressione delle due fermate, però, resta inalterata la funzionalità trasportistica della quarta linea del metrò romano. Con queste problematiche archeologiche veniva a mancare la garanzia del mantenimento dei costi e dei tempi”. Riassumendo, dunque, la linea C, una volta raggiunta la fermata Colosseo, il cui finanziamento è stato approvato oggi dal Cipe, correrà sotto Via dei Fori imperiali fermandosi a Piazza Venezia, San Pietro, Ottaviano e piazzale Clodio. Poi “in base ai finanziamenti della tratta T1″ sarà estesa fino a Piazzale della Farnesina, all’Auditorium arrivando sulla Cassia a Grotta Rossa.

Per la fermata San Pietro, ha assicurato il presidente di Romametropolitane Giovanni Ascarelli, “non ci saranno problemi visti i tanti sondaggi con esito positivo fatti in passato. La realizzazione della stazione San Pietro – ha concluso Ascarelli – permetterà anche la costruzione dell’eventuale prolungamento del sottopassino davanti a Castel Sant’Angelo, un progetto che questa amministrazione vuole riprendere in futuro”.

La seconda fase di gara per la realizzazione della metro D si concluderà entro l’anno. I concorrenti, infatti, hanno tempo fino al 30 novembre per presentare offerte migliorative del progetto preliminare posto a base di gara. Attualmente, il tracciato previsto dal progetto preliminare si snoda dall’Eur a Talenti, passando per Trastevere, Tridente e piazza Fiume. Alla luce delle indagini archeologiche e dei costi di realizzazione di una infrastruttura che passerebbe più volte al di sotto del Tevere e attraverserebbe il centro storico il tracciato potrebbe essere modificato e snodarsi, ad esempio, “nella zona di Roma Est – ha detto Ascarelli – collegando le linee metro già esistenti”.

Soddisfatto il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti per il quale “finalmente il Cipe si ricorda di Roma e dell’importanza che la linea C riveste per la mobilità cittadina”. “E’ augurabile – scrivono i una nota – che adesso con l’arrivo dei finanziamenti mancanti, si possa dare subito il via ai lavori per la realizzazione della tratta fondamentale che attraversa il centro città, e accelerare i tempi per la progettazione della sua prosecuzione verso nord”.

“Quello che un po’ lascia perplessi – puntualizza il CeSMoT – è la decisione di finanziare la tratta T3 solo tra San Giovanni e Colosseo, realizzando si l’interscambio con la metro B, ma venendo a perdere la fermata di piazza Venezia, fondamentale per il cuore urbano e amministrativo di Roma. Se per molti critici della linea C il capolinea dei prossimi anni a San Giovanni la fa considerare una linea zoppa, l’arretramento del capolinea per la tratta T3 al Colosseo invece che nella centrale piazza Venezia rischia di lasciare per alcuni anni la linea acefala. Augurandosi che con la dilatazione prospettata dei tempi di realizzazione delle tratte successive, il progetto non si deformi ulteriormente e anzi si integri con nuove linee metropolitane e tramviarie”.

“Infatti – prosegue il CeSMoT – la conferma temuta della cancellazione dal progetto, per motivi archeologici ed economici, delle due fermate di Chiesa Nuova e Argentina, decisione ora definitiva, rende sempre più improcrastinabile la realizzazione del tram su corso Vittorio Emanuele, così da realizzare quella fondamentale maglia su ferro capace modernizzare il trasporto pubblico romano”. “Per questo – conclude il CeSMoT – ci auguriamo che abbiano termine tutte quelle polemiche e sterili proteste sull’utilità dell’opera o solo per non avere il cantiere sotto casa. La linea C è fondamentale per la mobilità della futura Roma Capitale e i cantieri sono sacrifici necessari che gli abitanti del VI, VII e VIII municipio hanno ben compreso e stanno sopportando, consapevoli che porteranno una migliore qualità della vita e alla lotta contro l’inquinamento”.

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