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Morto per cause naturali, ma è ancora mistero

Forse stroncato da un infarto il cameriere 60enne trovato cadavere in una cabina di Ostia Antica. Ma cosa ci faceva lì?

E’ ancora mistero sulla morte di Mario D’Angelo, l’uomo di 60 anni trovato morto mercoledì sera in una piccola cabina in un terreno incolto a Longarina, ad Ostia Antica. Nonostante l’autopsia effettuata giovedì pomeriggio al Policlinico Gemelli abbia escluso una morte traumatica – al momento del ritrovamento il cadavere non presentava infatti né ferite né traumi evidenti – evidenziando invece gravi patologie cardiache e polmonari, resta da chiedersi come e perché D’Angelo, un uomo tranquillo che lavorava come cameriere da quaranta anni, si trovasse in quel capanno in disuso. Gli investigatori non escludono, tra le varie ipotesi, quella dell’occultamento di cadavere. E’ possibile che l’uomo, che era conosciuto e benvoluto da tutti, sia stato stroncato da un infarto o forse da una crisi respiratoria e quindi portato nella cabina. Ma perché? Chi può aver compiuto una simile azione? Assodato che il poveretto è deceduto per cause naturali, è davvero giallo sulle circostanze immediatamente precedenti la sua morte. I carabinieri di Ostia stanno indagando per fare luce su questo mistero: continuano ad ascoltare gli amici ed i conoscenti per trovare l’elemento chiave che possa chiarire i fatti. Intanto proseguono i controlli dei tabulati telefonici, che richiederanno probabilmente del tempo, mentre i risultati dell’esame tossicologico dovrebbero essere noti tra una quarantina di giorni. Dalle testimonianze raccolte dai militari, è emerso che gli ultimi a vederlo in vita siano stati due amici con i quali aveva cenato la sera prima a Ostia Antica. Poi, come di consueto, il mattino seguente si era recato al locale dove lavorava da oltre 25 anni come cameriere: stimato e benvoluto dal proprietario, ne era diventato il braccio destro tanto da avere le chiavi dell’esercizio. Originario di Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, conduceva un’esistenza tranquilla: arrivava sempre puntuale, anzi spesso in anticipo, al lavoro, ed era sempre l’ultimo ad andarsene dopo la chiusura. Insomma, una vita scandita dalla routine casa-lavoro e dai buoni rapporti con gli amici e i conoscenti. Sono stati infatti i proprietari della villetta dove abitava, con i quali aveva ottimi rapporti di amicizia, a preoccuparsi non vedendolo rincasare alla solita ora. Una loro breve ricerca in zona fino all’avvistamento della sua auto, parcheggiata tra via Bazzini e via Micali, prima del ritrovamento del corpo, accomodato contro la parete. Aveva una relazione sentimentale? Al momento, rispondono gli inquirenti, nessuno si è fatto avanti. Ed il caso continua ad apparire decisamente “strano”, con molte ipotesi possibili.

Fonte notizia il Faro

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