Home / Roma News / Museo della Shoah, ecco il progetto

Museo della Shoah, ecco il progetto

Il Museo romano della Shoah, previsto dal 2005, comincia a prendere forma: consegnato ufficialmente al Comune di Roma il progetto preliminare, firmato dagli architetti Luca Zevi e Giorgio Tamburini, finanziato interamente da Lamaro Appalti S.p.A. e già approvato dalla Giunta capitolina a gennaio 2009.
Il museo, gestito e allestito dall’omonima Fondazione nata nel 2008, sorgerà sulla Nomentana, accanto a Villa Torlonia, e manterrà viva la memoria dell’Olocausto, come già accade in altre capitali (Berlino, Parigi, Londra, Gerusalemme, Washington).
A rendere palpabile il ricordo dell’orrore, oltre alle testimonianze e ai documenti esposti all’interno, sarà lo stesso aspetto dell’edificio, concepito per imprimere immediatamente nel visitatore e nel passante il senso del dramma che portò a morte sei milioni di ebrei in pochi anni.

Il progetto è stato consegnato nella sala capitolina delle Bandiere, alla presenza di numerose autorità. Tra queste il sindaco Alemanno, il presidente della Provincia Zingaretti, l’assessore alla Cultura della Regione Lazio Santini, l’assessore capitolino ai Lavori Pubblici Ghera, il presidente della Fondazione Museo della Shoah Leone Paserman, il presidente della Comunità Ebraica romana Riccardo Pacifici. In sala anche l’architetto Zevi (uno dei progettisti) e Claudio Toti, presidente della società Lamaro Appalti.

L’area scelta, sottolinea il Campidoglio in una nota, è “un luogo particolarmente significativo per la storia e la cultura ebraica”, data la presenza di un complesso di catacombe ebraiche.
Le caratteristiche salienti del futuro museo: otto piani, di cui quattro interrati per attenuare l’impatto con gli edifici circostanti; struttura esterna costituita da un doppio volume: un parallelepipedo nero (incombente dall’alto, a indicare – afferma il Campidoglio – “come i germi di quella immane e incomparabile tragedia incombano ancora su di noi”) con dentro le sale espositive e i servizi, preceduto dall’ingresso a forma di tronco di cono (che evocherà i camini dei lager).

Da sottolineare la posizione della “scatola nera”: chi uscirà dal museo se la troverà sopra la testa, senza appoggi visibili, con la sensazione di una massa che può precipitare da un momento all’altro.
Simbolo evidente della “necessità di continuare a fare i conti con una tragedia che non possiamo considerare conclusa, se è vero, com’è vero, che anche i nostri giorni sono attraversati da fenomeni di intolleranza e di sopraffazione”.

L’edificio si svilupperà su una superficie totale di 5.113 metri quadri e comprenderà, oltre all’esposizione permanente, un archivio, una biblioteca, uffici, aule didattiche, sala conferenze polifunzionale, bookshop, caffetteria e parcheggio interrato su due piani (oltre 2.200 metri quadri).

Il pubblico entrerà dal soprastante parco di Villa Torlonia, presso la Casina delle Civette, lungo un vialetto alberato in discesa che condurrà all’ingresso, situato a una quota inferiore di oltre cinque metri. Un percorso alla portata di tutti, giovani e anziani, abili e diversamente abili.

Simbolica anche l’entrata: “un volume laterizio informe, contrapposto alla geometrica purezza della scatola nera, a evocare il cataclisma che lo sterminio rappresenta nel corso storico della civiltà europea”.
Da qui si accederà al corpo principale e, attraverso un lungo scalone, si raggiungerà la sommità dall’edificio.
Da questo punto in poi si snoderà il racconto della persecuzione e dello sterminio, “dall’affermazione dei regimi totalitari alla legislazione antiebraica, dai campi di concentramento alle camere a gas”.

L’opera sarà compiuta prevedibilmente in circa 35 mesi (comprese le fasi amministrative: approvazione finale progetto, bando di gara…) e costerà 13 milioni 400 mila euro. Sarà il Dipartimento Infrastrutture e Manutenzione Urbana del Comune a seguire le diverse fasi, dall’approvazione definitiva alla realizzazione.

Cerca anche

raccolta_firme

Legittima difesa: Idv, superate 300mila firme per proposta legge

“Dal Veneto alla Calabria, dalla Val D’Aosta alla Sicilia: la proposta di legge popolare dell’Italia …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *