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San Filippo Neri - Cardiochirurgia

“Niente chiusure al San Filippo Neri o tutti i medici sciopereranno”

“La chiusura della CARDIOCHIRURGIA del SAN FILIPPO NERI svela l’intenzione dei vertici della Regione di ridimensionare gli ospedali pubblici a favore dei privati”.

Donato Antonellis, segretario regionale dell’Anaao, sindacato dei medici ospedalieri, attacca la proposta dell’Agenzia di Sanità pubblica (Asp), braccio operativo della Regione per la programmazione sanitaria. Lo fa dichiarando “lo stato di agitazione della categoria” e minacciando lo “sciopero generale”. Con lui, a difesa del Dipartimento cardiovascolare del San Filippo Neri e di quello del San Camillo (al quale l’Asp vorrebbe tagliare 7 posti letto), scendono in campo il sindacato confederale, il capogruppo del Pd alla Pisana, Esterino Montino. Dalla stessa giunta, il vicepresidente Luciano Ciocchetti (Udc), critica: “L’Asp continua a svolgere compiti propri dell’esecutivo e lo fa con commissioni poco rappresentative, con la presenza alle riunioni di operatori interessati e con un cda scaduto”.

In una lettera durissima alla governatrice Renata Polverini, alla presidente dell’Asp, Gabriella Guasticchi, al sindaco Gianni Alemanno, ai manager del San Filippo Neri, del San Camillo e ai medici, Antonellis, attacca: “Le sconcertanti notizie pubblicate da Repubblica gettano una luce sinistra sull’assetto della sanità voluto dalla giunta a tutto vantaggio dei privati e di quelli universitari. Ma noi ci batteremo contro una replica della sorte del San Giacomo al San Filippo Neri”.

“La Regione naviga senza rotta”, critica Montino. “Lo prova anche la proposta di colpire, con la chiusura e l’indebolimento, le Cardiochirurgie dei soli due Dipartimenti cardiovascolari ospedalieri pubblici”. “Si riorganizzi pure la rete ospedaliera”, indica il manager del San Filippo Neri, Domenico Alessio, “ma lo si faccia guardando ai pazienti, non agli interessi di parte”. “Siamo pronti”, annuncia, “alla sfida dell’unificazione del Dipartimento cardiovascolare del nostro ospedale con quello del San Camillo per migliorare l’efficienza dei due centri e per contenere i costi”. E il direttore del Dipartimento Massimo Santini annuisce mentre il segretario regionale della Funzione pubblica Cgil, Lorenzo Mazzoli incalza: “Operatori e cittadini devono conoscere a quali servizi far riferimento”. Ma, in una nota, l’Asp precisa: “La chiusura della Cardiochirurgiaera già stata decisa nel 2008, con il decreto 43″. E il presidente, Lucio D’Ubaldo, annuncia: “Convocherò il cda dell’Asp: il rapporto tra pubblico e privati richiede massima la trasparenza massima”.

Fonte notizia Teleromaweb

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