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Norma salva-spiagge: non vale per comuni sciolti o municipi commissariati per mafia (come Ostia)

Così l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino commentava su Facebook la proroga delle concessioni demaniali marittime, volta ad allungare di fatto la sanatoria sugli stabilimenti colpiti da procedimenti amministrativi e criticità accessorie all’omesso versamento dei canoni di concessione:

«La decisione della maggioranza di Governo di inserire nella Legge di Stabilità un emendamento che favorisce di fatto l’illegalità a Ostia mi lascia molto preoccupato. Sospendere fino al 30 settembre 2016 le revoche delle concessioni agli stabilimenti balneari illegali è un segnale sbagliatissimo, un regalo di Natale ingiustificato a chi vive e prospera nell’illegalità, alle spalle dei cittadini».

Proseguiva poi:

 «Con la mia Amministrazione sostenuta in quel caso anche dal Pd romano, avevamo intrapreso con successo una dura e coraggiosa battaglia contro gli abusi che avevano sottratto la spiaggia ai romani e fatto di Ostia una terra senza legge. È per questo che sono particolarmente deluso nel vedere che fra i sostenitori di questo atto scellerato ci siano proprio i parlamentari del Partito Democratico. Atti del genere, oltre ad essere sbagliati, mandano un segnale devastante per un territorio che ha un disperato bisogno di essere bonificato […]. Un segnale che annichilisce chiunque trovi il coraggio di combattere l’illegalità e trasmette il messaggio, che rischia di diventare una certezza, che con questi politici le cose non cambieranno mai».

A quanto pare, però, il successivo emendamento Pd approvato dalla Camera è intervenuto a modificare la norma sulla sospensiva dei procedimenti amministrativi, determinando l’esclusione degli stabilimenti situati in comuni sciolti, o municipi commissariati per mafia. Quindi, in sostanza, la norma “salva-spiagge” non avrebbe validità sul territorio di Ostia.

Sebbene lo scopo della sospensiva fosse – ha spiegato il senatore Pd e commissario di Ostia Stefano Esposito – tutelare i pochi concessionari che a causa dello scarso numero di soggetti a incarnare tale figura hanno visto talvolta sfociare in cifre spropositate il canone a proprio carico, l’inserimento della modifica si sarebbe reso necessario per non invalidare la lotta all’illegalità fino a quel momento portata avanti. Queste le sue parole:

«Proprio per la criticità della vicenda di Ostia, dove la locale associazione dei balneari non solo non ha mai collaborato con le istituzioni, ma ha anche utilizzato qualunque strumento per provare a bloccare le iniziative pro-legalità, abbiamo chiesto al governo di inserire nel testo dell’emendamento una norma specifica che escluda da questa sospensiva i concessionari balneari che ricadono sul territorio di enti commissariati per mafia. In questo modo si escluderanno con chiarezza, nero su bianco, i balneari di Ostia dalla sospensiva e non verrà vanificato il lavoro lì svolto per ripristinare la legalità».

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