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Ostia, la Casa del Parto agonizza per i tagli

La sperimentazione avviata alla Casa del Parto Naturale “Acqualuce”, inaugurata nel marzo 2009 e situata nella pineta antistante il blocco parto dell’ospedale G.B.Grassi di Ostia (Roma), si era chiusa con successo,ma il servizio era stato sospeso lo scorso luglio senza preavviso adducendo motivazioni ufficiali inconsistenti.

In realtà il servizio è stato reso disfunzionale sia per una mancanza di definizione normativo/giuridica sulle responsabilità di gestione quanto per la mancata assunzione di personale ostetrico dedicato. Difatti tuttora esso viene svolto solo in base all’istituto della reperibilità delle ostetriche volontarie già impegnate nei turni del blocco parto dell’ospedale adiacente.

L’attività era ripresa a fine luglio a seguito delle proteste dei cittadini e infine è stata concessa una proroga di sei mesi fino a gennaio 2011 grazie all’intervento del Commissario Renata Polverini . Di fatto però non sono state reperite almeno le tre nuove unità di personale necessarie, di conseguenza non è possibile coprire i turni 24h e far fronte alle numerose richieste delle gestanti che continuano a pervenire alla Casa Maternità.

Pertanto, nonostante la domanda massiva del servizio da parte delle gestanti di zona e non, paradossalmente l’esito ufficiale della sperimentazione potrebbe essere fallimentare poiché la struttura non è stata messa in condizioni di lavorare a pieno regime.
Un ascolto attento e competente da parte dei nostri referenti presso la Sanità pubblica è tanto più giustificato in tempi di tagli economici comprensibili, ma che ci si auspica siano mirati e che tengano conto anche dell’evidenza che un parto naturale ha un costo di circa 1.200 euro a fronte dei 3500 euro circa di un parto cesareo (a cui si ricorre in Italia nel 38% dei casi circa contro il 15% fissato dall’Oms). Oltretutto gli esperti ritengono che il rischio di mortalita’ materna per cesareo e’ da 2 a 4 volte superiore rispetto al parto vaginale.
Per far fronte a questa situazione di emergenza del progetto Acqualuce ed evitarne la chiusura definitiva si è svolto il 22 ottobre l’ultimo incontro pubblico indetto dal Comitato a Difesa della Casa del Parto presso la stessa Casa Maternità.
Ciò che è emerso è che l’immobilismo del sistema sanitario, ignorando le richieste di intervento sollevate dai cittadini, sta mandando alla deriva un valido progetto socio-sanitario che racchiude in sé molteplici valenze. La più significativa delle quali è il suo scopo intrinseco di restituire alla coppia mamma-bambino la centralità nel momento del parto in una sfortunata era di parti medicalizzati oltre le necessità.
Dalla riunione è nata quindi l’esigenza di fissare un’ incontro preliminare a porte aperte il 10 novembre alle ore 16:00, presso la libreria “Almayer” (Bookshop Biblioteca Comunale Elsa Morante), Lungomare Paolo Toscanelli (Ostia) per fissare le coordinate dell’ assemblea pubblica che si terrà in data 18 novembre prossimo a Roma. Per info su questo ed altri eventi futuri organizzati dal Comitato della Casa del Parto ci si può iscrivere alla mailing list inviandone richiesta a claudia.piermaria@yahoo.it e aderire al profilo Facebook “Comitato a difesa della Casa del Parto”.
Molto si comincia a dire e fare a favore del parto umanizzato, ma evidentemente tanta strada è ancora da percorrere se invece di aprire una Casa del Parto in ogni ospedale si decide di lasciare agonizzare l’unica struttura che fornisce questo servizio nel Centro-Sud operando dei tagli indiscriminati senza valutare l’importanza e l’unicità del servizio socio-sanitario reso da questo progetto.

Ci attendiamo un ascolto competente da parte dei nostri rappresentanti alla Sanità pubblica ed una partecipazione attiva da parte loro e della comunità tutta.

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