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Ostia: obiettivo di Vulpiani è abolire gli abusi edilizi e aumentare la spiaggia libera. Nuovi conflitti a ‘La Casetta’

Si è tenuto poco più di una settimana fa ad Ostia, presso il Teatro Nino Manfredi, l’ultimo incontro del nuovo movimento introdotto da Francesco Rutelli “La Prossima Roma“, volto a promuovere l’intervento delle associazioni cittadine interessate a proporre soluzioni alle numerose criticità che affliggono il territorio della capitale.

Tra i presenti il prefetto e commissario straordinario di Ostia Domenico Vulpiani, che ha parlato delle iniziative sinora avviate allo scopo di rilanciare il litorale dopo lo scioglimento del Municipio a seguito delle vicende di Mafia Capitale. Il funzionario ha citato l’impegno nei confronti della lotta agli abusi edilizi:

«Abbiamo chiesto un milione di euro al commissario Tronca per demolire gli abusi che si trovano sul litorale e nell’entroterra. Il Municipio è pieno di abusi edilizi che vanno demoliti in danno. Per farlo l’amministrazione deve anticipare le somme che verranno recuperate con un procedimento nei confronti di chi ha compiuto l’abuso […] L’obiettivo è di eliminare gli abusi e ricreare i varchi preservando le caratteristiche storiche del litorale. Bisogna avere un piano e noi abbiamo un pò di tempo. Quello che cercherò di fare è di non interrompere i lavori durante il periodo estivo, perchè l’apertura della stagione è l’alibi usato in passato».

E poi ancora:

«Dovrà poi essere fatto un piano di utilizzo degli arenili sia da parte della Regione che del Comune. Ci stiamo già lavorando. La novità più significativa prevede che una parte degli stabilimenti debba diventare spiaggia libera o attrezzata. Perché la norma dice che il 50 per cento di un litorale deve essere dedicato a spiagge libere e l’altro 50 per cento a stabilimenti. Attualmente siamo al 54,5 per cento di stabilimenti e 45,5 di spiagge libere e attrezzate […] Dobbiamo aprire dei varchi: ma dobbiamo aprire dei varchi intelligenti. Conciliando tutti gli interessi di sicurezza, del cittadino e dell’amministrazione».

Un dibattito, quello dell’abusivismo edilizio sul litorale, annoso e alquanto spinoso, almeno a giudicare dalle continue vicissitudini a carico delle strutture balneari recentemente balzate agli onori della cronaca a causa della questione. Emblematico è l’episodio riguardante il cantiere ingaggiato per la ristrutturazione dello stabilimento “La casetta, cantiere sequestrato lo scorso 25 novembre (con l’accusa di inosservanza dei “termini in base ai quali era stata concessa l’autorizzazione” ai lavori) ma affrancato poco più di un mese dopo dal Tribunale del Riesame di Roma con l’annullamento del decreto con cui i vigili urbani avevano proceduto al sequestro del nucleo edilizio. Lo scorso 21 gennaio, però, il secondo provvedimento sarebbe stato a sua volta annullato con l’apposizione dei sigilli, da parte degli agenti della Polizia Municipale del X Gruppo Mare, all’intero complesso, che sarebbe risultato “non conforme alle planimetrie originali”.

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