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Ostia|Stessa spiaggia ma più cara l’ombrellone costa di più

Con l’aumento del prezzo di lettini e ombrelloni trascorrere una giornata al mare diventa proibitivo. Sardegna, Toscana e Liguria le regioni dove si spende di più. E i bagnanti scelgono la spiaggia libera.

Stessa spiaggia, stesso mare, ma quest’anno a costi più alti. Prezzi salati per lettini e ombrelloni che, secondo un’inchiesta dell’associazione dei consumatori Adoc, in alcune regioni come la Sardegna e la Toscana potranno sfiorare aumenti quasi del 25%. Già da qualche anno trascorrere una giornata al mare sta diventando un salasso per le famiglie italiane. “Rispetto al 2009 – spiega Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – il costo complessivo è aumentato su base nazionale del 2,3%. La spesa media che una famiglia di quattro persone spende per rilassarsi in riva al mare ha superato quota 95 euro”. Sono rincarate, infatti, quasi tutte le voci del classico “pacchetto spiaggia”: dall’ombrellone (+ 4,2%) al lettino (+ 2,6%), passando per sdraio (+ 1,6%) e ingresso (+ 2,6%).

I prezzi regione per regione. In base ai dati dell’Adoc la Sardegna, la Toscana e la Liguria risultano essere le regioni più care. Ecco la cartina d’Italia e lo schema riassuntivo con i prezzi aggiornati alla nuova stagione. In Sardegna si spende il 24,3% in più della media nazionale, in Toscana il 23,1% in più mentre in Liguriail 16,9% in più. Tra le regioni più abbordabili si trovano laSicilia, dove si può spendere il 27,8% in meno della media e la Puglia, dove si può risparmiare il 23,6% rispetto al resto del paese e i cui costi sono praticamente dimezzati rispetto alla Sardegna. Nel Lazio, ad esempio, per un ombrellone e due lettini si spendono dai 15 euro giornalieri di Ostia, ai 25 di Sperlonga, che diventano 30 per il fine settimana.

Insomma il costo di una giornata al mare è diventato quasi proibitivo. Se poi la vacanza si allunga fino a una settimana, i rincari si fanno sentire ancora di più. Per uno stabilimento economico si spendono 150 euro ma se si scelgono i lidi più gettonati la spesa può lievitare fino a 210 euro. Gli abbonamenti mensili non sono certo alla portata di tutti: secondo il Portale del Consumatore, nel Lazio si pagano, ad esempio, dai 400 ai 750 euro, a seconda del periodo.

Caro-bar e happy hour. Le spese non si fermano al lettino. Agli affezionati del mare viene richiesta anche la quota per l’accesso in spiaggia, senza contare il parcheggio e il caro-bar. Tutti aumenti che non è facile individuare visto che, con il cambio di competenze introdotto nel 2008, gli stabilimenti non comunicano più le tariffe alle Capitanerie di Porto bensì ai singoli uffici demanio dei Comuni. Rendendo più difficile una visione complessiva dei listini, a tutto svantaggio del consumatore.

Come reagiscono i lavoratori del settore?
Ognuno si difende come può: c’è chi inventa strategie come la formula dell’happy hour (entro una certa ora, di solito le 20, si mangia e si beve a prezzo fisso) per attrarre più clienti, chi tariffe diverse per ingressi differenziati. Ma c’è anche chi ci tiene a ribadire che i prezzi sono rimasti invariati. I bagnanti, dal canto loro, reagiscono scegliendo la spiaggia libera, con l’appoggio di quelle associazioni che reputano opportuno promuovere il più possibile l’uso degli arenili gratuiti. L’Adoc ha diffuso, infatti, un prontuario con tutte le spiagge libere del Lazio. Con lo stesso intento, il Codacons è disposto a incontrare i sindaci dei Comuni marini per lanciare il cosiddetto “modello francese”: la possibilità, per un privato, di aprire un piccolo chiosco sulla spiaggia libera in cambio della pulizia dell’arenile.

Spiagge e accesso libero. Rimane viva la discussione sull’accesso alla spiaggia, che dovrebbe essere gratuito secondo l’art. 1 comma 251 della Finanziaria 2007 ma che, nella maggior parte dei casi, non viene garantito. “C’è ancora molta confusione – conclude Pileri dell’Adoc – con una certa resistenza ad applicare la legge. Negli stabilimenti, spesso, si fa pagare l’ingresso o viene previsto l’accesso gratuito solo a patto di affittare l’ombrellone e il lettino. Una sorta di tassa occulta che scontenta gli italiani che intendono accedere alla battigia senza pagare”. In Liguria resta il problema della percentuale di spiagge libere e attrezzate, a disposizione dei cittadini: solo 12, tra i 63 Comuni costieri liguri, possono vantare percentuali  superiori al 40%. Nel Lazio, sull’arenile di Ostia, solo il 20% delle spiagge prevede l’accesso libero.

Fonte notizia La Repubblica

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