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Pesca, esplode la protesta nel Lazio «Sarà il collasso di tutto il settore»

Presidi nei porti di Formia, Gaeta e Minturno contro l’ordinanza Ue che vieta pesca molluschi entro 600 metri dalla riva: spariranno vongole, telline, cannolicchi.

ROMA – Sulle coste del Lazio esplode la rivolta contro l’ordinanza dell’Unione Europea che vieta la pesca dei molluschi entro 600 metri da riva. In concomitanza con l’entrata in vigore del provvedimento, martedì 1° giugno, i porti di Formia, Gaeta e Minturno si sono trasformati in barricaderi presidi di protesta. Gozzi in corteo per le darsene, con i sindaci delle località costiere che hanno dato manforte ai pescatori delusi per il mancato arrivo della deroga che potrebbe salvare la loro attività. Secondo il primo cittadino di Formia Antonio Raimondi, «la nuova normativa porterà al collasso il settore ittico. La presidente della Regione Polverini deve assolutamente farsi sentire presso la Ue assieme al ministero delle Politiche agricole».

«PREZZI IN RIALZO, LAVORO IN CALO» – Preoccupazione anche a Ostia, dove Domenico Pizzuti, l’organizzatore della più importante celebrazione laziale del prelibato mollusco (oltre 9 quintali serviti per condire 50 mila piatti di spaghetti serviti alla sagra del settembre 2009) scuote la testa preoccupato dagli effetti dell’ordinanza comunitaria . «Siamo di fronte a una mezza catastrofe. Si moltiplicheranno i prezzi – allarga le braccia l’imprenditore – e saremo invasi da prodotti provenienti da chi è specializzato nella raccolta del pescato dalle serre ittiche, come in Francia e in Spagna. Una rovina, per i nostri pescatori. Quanto alla sagra di Ostia, per ora non so prevederne il futuro: certo sarà molto complicato offrire un prodotto “litorale doc”. Speriamo di non dover ricorrere a succedanei cinesi».

SI SPERA NELLA DEROGA – Intanto gli operatori continuano a sperare in una deroga (sollecitata da numerosi sindacati, Fai, Flai e Uilapesca) che però sinora non arriva. Da Bruxelles non si prevedono sconti per l’Italia e adesso – con il nuovo regolamento che in sostanza vieta la pesca entro 600 metri dalla costa – a rischio c’è l’attività di migliaia di piccoli pescatori che non potranno più utilizzare draghe manuali e idrauliche. Telline, vongole, cannolicchi, solo per stare tra Anzio e Fregene, di colpo sparirebbero dalle tavole. Quel che sinora è giunto alla Capitaneria di porto di Fiumicino è una nota del ministero delle Politiche agricole che conferma la richiesta di una deroga. Che certo non serve ad annullare gli effetti della normativa. I pescatori che dovessero essere sorpresi a lanciare le reti nella vicinanze della spiaggia rischiano pesanti multe e sequestro dei gozzi.

Fonte notizia Il Corriere

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