Home / Roma News / Profughi, Sant’Egidio: “Il degrado non è di chi fugge dalle guerre, ma di chi non è capace di accogliere e integrare”
Comunità di Sant'Egidio

Profughi, Sant’Egidio: “Il degrado non è di chi fugge dalle guerre, ma di chi non è capace di accogliere e integrare”

PROFUGHI, SANT’EGIDIO: “IL DEGRADO NON È DI CHI FUGGE DALLE GUERRE, MA DI CHI NON È CAPACE DI ACCOGLIERE E INTEGRARE”

 

Un’Europa miope e un’Italia disorientata alimentano pregiudizi e reazioni di rifiuto – Ci uniamo a Papa Francesco che invita a “chiedere perdono per chi chiude le porte” ai profughi

Le proposte della Comunità in una conferenza stampa con il presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, giovedì 18 giugno alle 17.30, a Santa Maria in Trastevere 

Seguirà la preghiera “Morire di speranza” in memoria di chi ha perso la vita nel Mediterraneo

ROMA – In questi giorni si è parlato troppo di “degrado” accostandolo, in modo più o meno aperto, alla presenza dei profughi approdati sulle nostre coste, in fuga da guerre e condizioni di vita impossibili in alcuni Paesi mediorientali e africani. Si tratta di parole gravi, alimentate dalla scarsa conoscenza della realtà, e a volte pronunciate da chi, per dovere istituzionale o politico, dovrebbe invece preoccuparsi di gestire l’accoglienza in modo sostenibile.

L’Europa, a partire dai Paesi più grandi e autorevoli, sta rivelando miopia e disumanità di fronte a presenze gestibili con meno paura, maggiore attenzione e più umanità. L’opinione pubblica italiana appare disorientata di fronte a chi grida, ingiustamente, all’invasione e ai Comuni che chiudono le porte mentre Roma è alle prese con Mafia Capitale che si serve dei poveri invece di servirli.

Occorre arrestare una pericolosa deriva nei rapporti sociali: i più deboli devono essere difesi e non strumentalizzati. È necessario dare voce non solo a chi reagisce con il rifiuto, ma ai tanti Italiani che in queste ore, con grande generosità, stanno offrendo il loro tempo e la loro solidarietà a chi arriva dal Sud del mondo.

Per questo ci uniamo a Papa Francesco, che invita oggi a “chiedere perdono” per chi chiude le porte ai profughi e chiama la comunità internazionale ad intervenire “per prevenire le cause delle migrazioni forzate”.

La Comunità di Sant’Egidio renderà pubbliche le sue proposte domani, alle 17.30, presso la Basilica di Santa Maria in Trastevere dove, poco dopo, si svolgerà – insieme a tutte le associazioni che accolgono i profughi e al cardinale Antonio Maria Vegliò – la preghiera “Morire di speranza”, in memoria di tutti gli scomparsi in mare degli ultimi anni, alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato. Perché chi fugge dalla guerra e dalla fame non sia più condannato a rischiare nuovamente la sua vita.

Roma, 17 giugno 2015

Cerca anche

raccolta_firme

Legittima difesa: Idv, superate 300mila firme per proposta legge

“Dal Veneto alla Calabria, dalla Val D’Aosta alla Sicilia: la proposta di legge popolare dell’Italia …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *