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Quartieri al Buio

Quartieri al buio

Le strade di molti quartieri di Roma, di notte, restano al buio. Un viaggio dai Parioli a Prati, dalla tangenziale al Policlinico mostra una città senza luci.

«Ho paura, non torno mai da sola», dice una giovane di 24 anni. E il portavoce del sindacato di polizia Consap, Massimo D´Anastasio spiega: «Il buio, è oggettivamente provato, genera criminalità. L´oscurità è un incentivo per spaccio, molestie e rapine».

La luce che traspare dalle finestre di un balcone è l´unico punto illuminato della Tangenziale, all´altezza della stazione Tiburtina. Il neon di una pubblicità è il solo angolo franco di via Siacci, nel cuore dei Parioli. Una vetrina di negozio riflette i suoi faretti su pochi metri di marciapiede di via Bertoloni, a due passi da piazza Pitagora. Il resto è buio. Lampioni spenti. Lanterne rotte. Fermate degli autobus avvolte nell´oscurità. Roma, martedì notte ha intere strade senza illuminazione. Quartieri lasciati senza neanche un faro, gli unici che a fasi alterne piombano per pochi secondi nelle vie sono gli abbaglianti delle automobili. Un viaggio da Prati ai Parioli, dalla tangenziale al Policlinico mostra un altro volto della capitale, quello della città “spenta” che dalle proteste dei cittadini è un fenomeno sempre più frequente.

Notte di San Lorenzo, ore 22.30. Le automobili sfrecciano sulla Tangenziale. Il primo tratto, quello che da San Giovanni arriva alla stazione Tiburtina è illuminato. Le moto corrono via, le macchine spingono sull´acceleratore. Ma all´improvviso, all´altezza dello scalo ferroviario, non si vede più nulla. Gli automobilisti frenano d´istinto: luce-buio, l´impatto è accecante. E il curvone che poi porta in direzione piazza Bologna si fa alla cieca. Si è costretti ad accendere gli abbaglianti, ma il tratto resta molto pericoloso. Ad essere spenti sono una ventina di lampioni e a illuminare un martedì agostano non sono i fari pubblici ma solo un piccolo balcone che affaccia sulla Tangenziale.

Altra zona, stessi rischi. Alle 23.30, nel quartiere Prati la luce salta all´improvviso in alcune strade. E non ci sono vetrine né impianti pubblicitari a dare un po´ di sicurezza al passante che a quell´ora attraversa via Pompeo Magno. A stento si riesce a vedere il marciapiede, ma cosa c´è a terra l´occhio umano proprio non lo riesce a percepire. I residenti la attraversano a passo svelto. I motociclisti la imboccano timorosi, costretti ad accendere gli abbaglianti. Il primo tratto di via Gioacchino Belli, a pochi metri di distanza da piazza Cavour, è al buio completo. Le tre lanterne sono spente. E solo pochi giorni fa, erano completamente abbandonate all´oscurità anche alcune strade intorno a viale Angelico.
A mezzanotte, si allarga la mappa delle zone buie. Il puzzle della città senza luce si compone di nuovi pezzi. Ai Parioli, alcune strade sono prive di lampioni accesi. Via Bertoloni è all´oscuro. Un suv lascia i segni di una frenata sull´asfalto, impossibile vedere il pedone che attraversa se non all´ultimo momento. Una ragazza scende dall´auto e di fretta si infila in un portone. Lo sguardo deve abituarsi all´oscurità perché a malapena si riescono a scorgere le sagome degli alberi e delle macchine parcheggiate.
«Ma questa secondo voi è una Capitale? – si domanda rassegnato Mario Giorgi mentre nel cuore della notte porta a passeggio il cane – Sono uscito solo con le chiavi di casa, non ho portato neanche il telefonino. Ma senza luci, i delinquenti sono incentivati a rapinarti». Al buio, oltre a via Francesco Siacci, anche la vicina via Mercalli. Sono le luci a volte di un ristorante, altre della vetrina di un negozio a proiettare sul marciapiede un fascio luminoso. Poi, più nulla.
Blackout in viale Regina Margherita. Una sorgente di luce, però, c´è: è la scritta lampeggiante impressa davanti all´ospedale che invita a donare il sangue. I venti lampioni sono desolatamente spenti. Resta, ancora, soltanto il buio. 

Fonte notizia Teleromaweb

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