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Rifiutata due volte dall’ospedale torna a casa e portorisce. Scatta denuncia

Il piccolo Mirko è nato la Vigilia di Natale tra le braccia del nonno. Il primario: non c’erano elementi di urgenza.

Partorisce a casa dopo essere stata due volte in ospedale nel giro di poche ore. Al pronto soccorso ostetrico del Grassi di Ostia, il medico di turno era sicuro: troppo presto per dare alla luce un figlio. Ma è stato smentito e ora c’è una denuncia.

Una vigilia movimentata. A casa della signora Elisabetta il 24 dicembre era tutto pronto per festeggiare il Natale. Nel pomeriggio la donna (già madre di un bambino) avverte però le prime doglie. Il marito la porta di corsa all’ospedale Grassi. La donna viene visitata, racconta che ha le contrazioni ma per il medico è presto. La donna viene rassicurata e torna a casa. C’è però qualcosa che non va. Le contrazioni diventano sempre più regolari e forti. La signora Elisabetta ritorna in ospedale ma anche questa volta per il medico non ci sono le condizioni per partorire. Sono le 21,30, la donna viene dimessa dall’ospedale e 15 minuti dopo partorisce a casa assistita dal padre, ipovedente. La madre della partoriente era con l’altro nipotino e il marito in strada ad attendere l’ambulanza.

Ospedale in festa. Mamma e neonato arrivano in ospedale tra l’incredulità del personale. «Mio genero si è molto arrabbiato perché si è ritrovato nel mezzo della festa – racconta Claudio, il padre della signora Elisabetta -. Tutto è finito bene ma sarebbe bastata una qualsiasi complicazione per trasformare un evento felice in una tragedia. Trovarsi a lavorare anche in particolari giorni di festa non giustifica il venire meno alle proprie responsabilità abbassando la guardia e mettendo a repentaglio la vita dei cittadini».

Un parto aperto 2 centimetri. «Avevo chiamato il reparto la sera di Natale per gli auguri e mi hanno raccontato tutto – spiega Pierluigi Palazzetti, primario del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Grassi di Ostia -. Chi ha visitato la signora mi ha detto che la situazione non deponeva per un evento così precipitoso e così in scienza e coscienza è stato deciso di rimandare a casa la partoriente. Nella seconda visita il parto era aperto per 2 centimetri e anche in questo caso non c’erano elementi di urgenza. Poi il travaglio è precipitato, può succedere. Abbiamo analizzato il caso, ci dispiace per quello che è accaduto ma in quel momento non c’erano le condizioni per partorire. Quella sera hanno lavorato tutti e tanto, con le dimissioni della signora la Vigilia di Natale non c’entra nulla».

Mirko sta bene. Il piccolo Mirko sta bene. Un giorno, forse gli racconteranno come è venuto alla luce. Intanto i genitori si sono rivolti a un legale per denunciare l’ospedale.

Fonte notizia Il Messagero

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