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Rischio incendi, scatta il piano comunale Ostia chiede ai turisti: salviamo la Pineta

In vigore da martedì 15 l’ordinanza: Capitale divisa in 4 aree d’intervento. «Sentinelle per Castelfusano»

Mentre esplode l’estate, il Comune di Roma appronta il piano anti-incendio. L’ordinanza preparata dal gabinetto del sindaco come un piano di battaglia – quella da vincere contro i piromani – è in vigore da martedì 15 giugno. La Capitale è stata divisa in quattro scacchieri, con uno «statuto speciale» per Castelfusano dove il coordinamento è affidato al Corpo Forestale. Ma c’è un’altra novità, riguardo la sicurezza della pineta di Ostia (con i suoi 1300 ettari, il parco più grande dell’Urbe).
Ad annunciarla è il Coordinamento delle associazioni ambientaliste del litorale che, per bocca del coordinatore Alessandro Polinori, lancia un richiamo a tutti quelli che la frequentano. «L’idea è che ciascuno di coloro che frequenta la pineta, podisti, appassionati di mountain-bike e le tante famiglie che qui trascorrono la domenica per un pic-nic, si trasformino – spiega il portavoce del Caarl – in guardie ambientali pronte a segnalare alle forze dell’ordine il rischio di incendi e la presenza di persone sospette». Sentinelle volontarie contro il fuoco e la follia dei piromani.

«FUNZIONO’ ANCHE NEL 2001» – L’esperimento, del tutto volontario, ha anche un precedente positivo, avviato l’anno successivo al Grande Incendio che nel 2000 ferì mortalmente Castelfusano, incenerendo un terzo del bosco.
«L’imponente mobilitazione cittadina, che vide in prima fila sportivi e amanti del verde – ricorda Polinori – coinvolti nella sorveglianza con la loro semplice presenza tra i vialetti del parco, servì per azzerare i roghi dolosi. Grazie alla “vigilanza partecipata”, i piromani sparirono e Castelfusano è diventata sempre più meta di chi cerca frescura e relax durante l’estate».

PARTITA A SCACCHI CONTRO I PIROMANI – Le misure di sicurezza previste dal Comune per Castelfusano sono imponenti. La pineta sarà controllata notte e giorno da una sensibilissima telecamera all’infrarosso capace di individuare persino un mozzicone acceso. In caso di allarme, una «triangolazione satellitare» indirizzerà un segnale ai velivoli antincendio della Forestale e del 115.
Ma nel frattempo (in un massimo di 2 minuti) dal quartier generale di Pantano – nei pressi della tenuta presidenziale di Castelporziano – sarà già partita la colonna di 4 autobotti alle quali aprirà la strada il Bremach, un modernissimo «autoblindo» antincendio italiano – lo vuole comperare anche il corpo dei Marines per adoperarlo in Afghanistan – capace di operare ad altissime temperature, effettuando lo spegnimento e addirittura il primo soccorso a eventuali feriti.

I 500 DELL’ESERCITO ANTINCENDIO – Non che nell’ordinanza il resto della Capitale sia stato dimenticato. Anzi. Quattro sono le basi, dislocate a Porta Metronia, via Togliatti, parco del Pineto e villa Mazzanti, dove sono schierate le squadre di primo intervento. A coordinarle nell’emergenza, è la sala operativa dell’ufficio protezione civile comunale. Tra personale capitolino e volontari delle associazioni di protezione civile, l’esercito antincendio è composto da circa 500 persone.

Fonte notizie Il Corriere

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