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Roma e Lazio. A una settimana dal derby decisivo

Manca una settimana al derby capitolino di serie A, e la classifica per ora dice Roma a 64 punti, seconda in classifica, e Lazio a 63, occupando la terza posizione. Un derby dunque che si carica di pathos e attesa considerata la posta in palio, la fondamentale qualificazione in Champions League.

Come arrivano le due squadre lo dirà anche il campo per le gare valide nella giornata numero 36 in cartellino, che si giocano tra oggi e domani. I primi a scendere in campo saranno i ragazzi guidati da Pioli, e lo faranno sul campo di Marassi, contro la Sampdoria, in un match che secondo gli analisti di scommesse sul calcio, si preannuncia molto equilibrato. Un incontro che vale molto per entrambe le compagini, visto l’impegno degli uomini di Mihajlović nella corsa all’Europa League, corsa che vede in gioco anche Napoli, Fiorentina, Genoa e Inter. Sono 48 i precedenti, con 17 vittorie per i blucerchiati, 14 per i biancocelesti e 17 i pareggi, con un totale di 114 reti divise in 61 a 53. L’11 di Pioli subisce cambiamenti rispetto alle recenti uscite: con Biglia indisponibile, ci sarà Ledesma a centrocampo, mentre a De Vrij toccherà partire dalla panchina. Difesa a 4 con Radu e Basta esterni, Novaretti e Ciani centrali. Recuperato totalmente Parolo, in attacco il tridente sarà il solito, quello formato da Candreva, Klose e Felipe Anderson. Per Mihajlović il guaio più grosso da qualche settimana è sostituire Ėder, infortunato. Spazio dunque a Okaka nei tre lì davanti, in compagnia di Eto’o e Muriel. Il tecnico serbo ci tiene a concludere al meglio la sua avventura a Genoa, visto che a fine stagione la sua scadenza di contratto vorrà dire partenza. Ignota finora la prossima destinazione.

Ci spostiamo sull’altra sponda di Roma, quella giallorossa. E a proposito di addii, anche Rudi Garcia lascerà a campionato concluso, dopo due anni positivi ma di fatto inconcludenti: ottimo il lavoro fatto su alcuni singoli, vedi Florenzi, e buona capacità di comunicazione. Ma il tecnico francese ha, per due volte consecutive, abbandonato l’idea scudetto tempo prima della fine. Per una piazza esigente come quella della capitale non è semplice gestire le pressioni a cui si è sottoposti: lo sa molto bene Luis Enrique che, trattato come un incapace a Roma, attualmente si ritrova a guidare una delle due finaliste in Champions League. Certo, ha una Ferrari tra le mani, un Barcellona sempre sul pezzo, ma per guidarla ne devi avere le capacità. All’Olimpico arriva l’Udinese di Stramaccioni, squadra abbordabile sulla carta, e ormai rincuorata dalla salvezza raggiunta da tempo. Orfana di Gervinho, infortunatosi settimana scorsa contro il Milan, altre gente tra le fila romaniste non è al massimo della forma, tanto che Pjanic, Maicon, Castan, Spolli e Strootman hanno svolto lavoro personalizzato. Solo il primo però sarà arruolabile, mentre capitan Totti dovrebbe partire titolare insieme a Iturbe e Ibarbo. A centrocampo non può mancare il pilastro giallorosso della stagione, Radja Nainggolan che, insieme a Florenzi, si merita il titolo di miglior calciatore della Roma 2014/2015.

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