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Roma-Lido: guasti a due treni causano interruzione servizio. 65enne muore per malore

Roma, 25 gennaio 2016 – Ancora disagi sulla ferrovia Roma-Lido, da diverso tempo al centro di aspre polemiche per le sempre più drammatiche condizioni nelle quali versa il servizio di trasporto e a cui sono costrette le migliaia di pendolari che quotidianamente ne usufruiscono.

In base a quanto riportato su Twitter da Atac, il servizio è stato sospeso tra le stazioni Lido Centro e Colombo a causa di guasti tecnici verificatisi all’altezza della stazione di Vitinia e poi di Castel Fusano, guasti che avrebbero causato prima rallentamenti e poi lo stop assoluto della linea. Per sopperire all’inconveniente sono stati tuttavia predisposti alcuni bus navetta nella tratta di ferrovia in cui il servizio è risultato inattivo.

«Purtroppo anche oggi ordinaria giornata di disagi sulla Roma-Lido. Inutile qualunque commento».

Così il senatore del Pd ed ex assessore ai Trasporti di Roma Capitale Stefano Esposito si esprime su Twitter, per sottolineare la gravità delle complicazioni che ultimamente attanagliano la sciagurata linea, stamane resasi persino teatro di un tragico incidente: un 65enne di origine cingalese avrebbe perso la vita a causa di un malore dovuto probabilmente ad una cardiopatia preesistente. A quanto si apprende il malore è avvenuto alle 9:15 circa, mentre il treno si trovava tra le stazioni di Acilia e Lido Nord. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Ostia e i sanitari del 118, i cui tentativi di rianimazione, però, sarebbero risultati vani.

L’ex capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio Marcello De Vito, dal canto suo, commenta sul profilo Facebook lo stop di questa mattina sulla ferrovia nel seguente modo:

«Roma-Lido un guasto al giorno! Questa è la conseguenza delle scelte del Pd e di chi li ha preceduti».

E ancora:

«Non è stata fatta manutenzione dei mezzi ed il promesso ammodernamento delle tre ferrovie in gestione (Viterbo, Giardinetti, Lido) – non sono state fatte le corsie preferenziali, zero interventi in termini di mobilità sostenibile, bici plan, semafori intelligenti, ad esempio. Si è preferito continuare ad investire 300 milioni al chilometro per un’opera faraonica, lievitata incredibilmente nei tempi e nei costi e che, soprattutto, sta avendo un impatto trasportistico ridicolo. Questi sono i risultati che si consegnano alla città».

Fonte della notizia: Corriere di Roma

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