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Sant’Agostino, disagi per lo stop dei lavori di ristrutturazione

Cobas: ‘Gli interventi interrotti per mancanza di fondi: personale costretto ad operare con difficoltà’.

Lavori interrotti al Sant’Agostino oppure pausa “fisiologica”? Al cantiere di lungomare Paolo Toscanelli sarebbero infatti stati sospesi gli interventi di ristrutturazione del presidio per la Casa della salute della donna e del bambino per mancanza di fondi. A quanto denunciano Laura Mazzarella, Cesare Morra e  Antonio Nocera, delegati Rsu del Cobas della Asl RmD, si sarebbe verificata una sospensione “per l’assenza dei finanziamenti e stanziamenti, da parte della Regione Lazio, necessari all’ultimazione dei lavori stessi”.
“Un fatto “incomprensibile”, commentano al Cobad, “considerato che i lavori, secondo quanto annunciato, avrebbero dovuto, dopo innumerevoli rinvii rispetto agli impegni dichiarati, essere ultimati entro marzo 2011 con finanziamenti e stanziamenti presumibilmente già definiti”. Si annunciano dunque attese a oltranza? La ristrutturazione dell’ex ospedale, dopo almeno tre inaugurazioni di inizio dei lavori e posa della prima pietra sotto la passata dirigenza, sembrava infine essere iniziata. Il presidio, una volta ultimato, offrirebbe una serie di importanti servizi di consultorio e di prestazioni mirate per la donna ed i bambini che al momento sono stati distribuiti nelle altre strutture. I Cobas, che hanno inviato una lettera in cui è contenuta una richiesta di chiarimento al dirigente dell’Azienda, Ferdinando Romano, al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, al minisindaco Giacomo Vizzani e a Lodovico Pace, assessore municipale ai servizi sociali, chiedono “con forza  di definire con maggior trasparenza i tempi ed i modi degli appalti per non incorrere, come di consueto, in quel gioco ricorrente per cui, ad eventuali ritardi nei pagamenti, corrisponde un conseguente ed ulteriore aumento dei costi dovuti allo “stato di avanzamento dei lavori”, con il risultato evidente di non concludere nei tempi previsti la consegna di una struttura indispensabile per rispondere all’esigenza di servizi e attività fondamentali per il XIII municipio – Distretto 2”.
Da tempo le organizzazioni sindacali, attraverso note e segnalazioni, hanno denunciato la carenza e l’inadeguatezza delle strutture presenti a Ostia, sollecitando il trasferimento dei servizi nel presidio  ristrutturato Sant’Agostino. Il trasferimento sarebbe necessario per permettere a sua volta i lavori di ristrutturazione, e soprattutto di messa in sicurezza, della sede di via Paolini, a Ostia Levante. Qui i lavori sono già stati preventivati e annunciati in diverse occasioni e da diverso tempo. Secondo la ooss, inoltre, resterebbero ancora oggi da definire i servizi e le specifiche attività del Sant’Agostino poiché al momento non si avrebbe notizia di assunzioni  di personale per  realizzare il progetto.
“In ogni caso”, affermano i delegati della Rsu, “l’eventuale  spostamento temporaneo delle attività e dei servizi dal presidio di via Paolini presso lungomare Toscanelli dovrebbe avvenire con criteri che ne garantiscano sia la funzionalità sia l’immediata e contemporanea ricollocazione di quei servizi, tra cui il consultorio familiare di Ostia, per il quale il 23 giugno 2009 ha presentato alla Regione Lazio e alla Asl, una dettagliata e specifica segnalazione/esposto, nonchè del Tsmree,  e dell’immunoprofilassi/vaccinazioni che si trovano a svolgere le loro attività in situazioni di difficoltà e disagio socio/ambientale sia per gli operatori sia, soprattutto, per i cittadini”. Insomma, stando a quanto segnalano i Cobas, i progetti di rilancio dell’assistenza sanitaria nel municipio XIII sarebbero non solo  fermi ma decisamente nebulosi, nonostante da tempo si parli addirittura di un terzo consultorio familiare. Secondo la legge, ci dovrebbe essere un consultorio ogni 20 mila abitanti. Le organizzazioni sindacali sottolineano inoltre la carenza, se non l’assenza, di servizi primari come la scuola, i trasporti, gli spazi sociali e culturali, ma soprattutto di strutture sociosanitarie. La situazione è complessa e delicata ed un ulteriore ritardo nella consegna del Sant’Agostino non farebbe che incidere negativamente sull’atteso potenziamento di servizi con compiti e funzioni articolate capaci di favorire non solo la necessaria integrazione  tra le esigenze di salute delle persone, ma la possibilità di adempiere ad una funzione di deospedalizzazione degli interventi sanitari, alleggerendo l’ospedale Grassi. I Cobas, esprimendo preoccupazione, chiedono quindi la ripresa, con urgenza,  dei lavori del presidio.

Fonte notizia il Faro

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