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Stagni di Ostia: cittadini di serie a e di serie b

A Stagni di Ostia, nelle due aree di edilizia residenziale pubblica (le cosiddette “167”), entrambe ancora oggi senza le opere di urbanizzazione previste, si stanno applicando da parte del Comune di Roma due diverse misure per dotarle dei servizi pubblici necessari.

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Comitato Civico 2013:

Stagni di Ostia, nelle due aree di edilizia residenziale pubblica (le cosiddette “167”), entrambe ancora oggi senza le opere di urbanizzazione previste, si stanno applicando da parte del Comune di Roma due diverse misure per dotarle dei servizi pubblici necessari. Per quella denominata B42-Stagni di Ostia, la Giunta Capitolina ha deliberato il 20 gennaio 2012 ben 12.015.820 euro “al fine di garantire la migliore agibilità del quartiere entro la data in cui saranno completati gli edifici residenziali”. Per quella denominata B36-Acilia Saline, è in votazione questi giorni in Assemblea Capitolina una delibera per densificare l’area, cioè per portare altri 140 abitanti edificando sulle aree previste a servizi al fine di recuperare con le nuove costruzioni i soldi per strade e fognature. Perché questa differenza? Per due motivi.

Primo, perché dietro la B42-Stagni c’è la benevola protezione di Esterino Montino, capogruppo Pd in Regione Lazio, legato al “Consorzio Cooperative di Abitazione – Associazione Italiana Casa – A.I.C.”, che ha nella B42 24 case a schiera su 3 livelli, più altre 23 unità abitative nella limitrofa Zona “O”, comparto R. Secondo, perché nell’area, all’angolo tra via Micali e via Bazzini, è prossima la realizzazione della nuova Chiesa di quartiere dedicata a Sant’Agostino, patrono di Ostia, confermata il 13 novembre scorso da Sua Eminenza Rev.ma Cardinal Angelo Sodano. Ricordiamo che il piano di zona B42-Stagni di Ostia è stato adottato con delibera del Consiglio Comunale di Roma n° 182 del 13 novembre 2000 e approvato dalla Regione Lazio il 7 marzo 2005. Solo a seguito dell’approvazione della Giunta Regione Lazio n. 292 dell’11 marzo 2005 e della Delibera comunale n. 182 del 13 novembre 2000, è stato avviato un processo di recupero urbanistico-edilizio che riguarderà l’intero quartiere, denominato “Variante di Recupero Urbanistico Integrato con l’E.R.P”. Si tratta di un’area, dati ufficiali, di 141,36 ettari, dove sono previsti 6.670 abitanti, di cui 4.050 già esistenti. Quello che stona nella delibera di giunta, a parte i riferimenti sbagliati delle delibere, sono gli appena 550 mila euro per le opere idrauliche, contro i 2,4 mlioni di euro per il verde e i 5,8 per le opere stradali: ma non è Stagni un’area a rischio idrogeologico? Quando si penserà seriamente di intervenire in quell’area evitando di costruire le case prima di metterle in sicurezza idraulica?

La seconda nota dolente è vedere trattati da cittadini di serie B i residenti dell’altra 167, quella B36-Acilia Saline su via Agostino Chigi, ai quali si sottrarranno servizi e si porterà altro cemento. A tale proposito, abbiamo richiesto la sospensione della proposta n.59/2011 con cui è prevista la densificazione per il B36-Acilia Saline in Assemble Capitolina. Vedremo nella prossima votazione in aula Giulio Cesare come si comporteranno il PD e l’UDC, avendo già ricevuto sostegno alla nostra iniziativa da parte degli altri gruppi di opposizione.

Fonte notizia Romatoday

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