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Sandro Zorzi

Trovato morto nella sua auto, arrestato il presunto assassino

Il cadavere era stato scoperto in un’auto finita in un canale. L’omicida aveva un debito con la vittima.

I Carabinieri di Ostia hanno arrestato Sandro Zorzi, italiano di 39 anni, ritenuto responsabile dell’omicidio di Fabio Lorenzon, con cui aveva contratto un consistente debito. Il cadavere era stato ritrovato il 2 ottobre dello scorso anno a Maccarese (Roma), all’interno di un’automobile bloccata in un canale di irrigazione. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip del Tribunale di Civitavecchia, Giovanni Giorgianni, su richiesta del Pm Margherita Pinto. L’uomo dovrà rispondere dell’accusa di omicidio premeditato.

IL DELITTO – È stato ucciso per un debito di 50mila euro Fabio Lorenzon, 34 anni, trovato cadavere il 2 ottobre dell’anno scorso all’interno della sua autovettura in un canale di irrigazione in zona Maccarese, nel comune di Fiumicino, sul litorale romano. I carabinieri del nucleo investigativo di Ostia, al termine di un’indagine durata un anno, hanno arrestato per omicidio premeditato Sandro Zorzi, un agricoltore di 39 anni che doveva restituire alla vittima il denaro. Lorenzon era scomparso il 24 settembre e l’ultima persona che aveva visto era proprio Zorzi nei pressi del terreno dove quest’ultimo lavorava come agricoltore. Secondo gli investigatori, Zorzi lo avrebbe aggredito alle spalle con un tubo uccidendolo con quattro colpi alla nuca. Il cadavere è stato poi trascinato fino a dentro l’autovettura della stessa vittima e, infine, gettato nel canale di irrigazione a quattro chilometri di distanza. La scoperta del corpo è avvenuta otto giorni dopo in maniera del tutto casuale grazie all’abbassamento del livello dell’acqua. I carabinieri, diretti dal colonnello Stefano Sancricca, hanno esaminato i conti correnti riscontrando la situazione debitoria. Sandro Zorzi dopo la morte di Lorenzon aveva mostrato un documento, una dichiarazione privata, da cui risultava che Lorenzon doveva restituirgli 30mila euro e ha cercato anche di farsi restituire i soldi dai parenti. Ascoltato più volte dagli investigatori Zorzi è caduto in varie contraddizioni. L’arma del delitto, un tubo metallico con tracce ematiche della vittima, è stata ritrovata in un terreno nella disponibilità dello stesso Zorzi.

Fonte notizia il Corriere

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