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Ucciso dal fratello della fidanzata perché contrario alla relazione

Ostia, fermato si è costituito nel carcere di Regina Coeli perché temeva ritorsioni.

E’ stato ucciso dal fratello della sua fidanzata perché era contrario alla loro relazione. E’ il movente emerso dalle indagini dei carabinieri del gruppo di Ostia sull’omicidio di Marco Salera, il 25enne trovato cadavere sabato pomeriggio con un colpo di pistola al torace in una palazzina di via Domenico Baffico, a Ostia.

In manette è finito Daniele De Michele, 24 anni, uscito da pochi mesi dal carcere per aver scontato una condanna a 2 anni e mezzo per rapina. Anche la vittima però era già conosciuta alle Forze dell’Ordine come piccolo spacciatore di droga nella zona di piazza Gasparri di Ostia. Immediatamente dopo l’omicidio i carabinieri del gruppo di Ostia, diretti dal colonnello Giovanni Adamo, avevano subito indirizzato le ricerche sul fratello della fidanzata che aveva fatto perdere le sue tracce.

Il giovane si è costituito nel carcere di Regina Coeli nella serata di ieri e questa mattina davanti al giudice per la convalida del fermo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori la relazione tra la vittima e la ragazza, sorella dell’omicida, era abbastanza ‘turbolenta’. Già in passato c’erano state per questo alcune liti da Marco Salera e Daniele De Michele. Sabato pomeriggio probabilmente i due si sono dati appuntamento nella palazzina del De Michele. La tragedia è avvenuta nel pianerottolo al primo piano. Salera era armato di un coltello, ritrovato accanto al cadavere dai carabinieri. De Michele era invece armato di una pistola detenuta illegalmente. La lite e durata pochi secondi poiché De Michele ha esploso un solo colpo di pistola e ha raggiunto la vittima al torace. Al momento dell’omicidio la ragazza della vittima non si trovava all’interno della palazzina.  De Michele si è costituito a Regoina Coeli probabilmente perché temeva ritorsioni.

Fonte notizia La Repubblica

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