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Vecchio auditorium sotto gli scavi della linea C

L’eccezionale scoperta durante gli scavi per la metro C. “Qui si riuniva il Senato romano”. Dagli scavi ritrovati tre ambienti gemelli: sono “auditoria” e “scholae”. “È il più importante ritrovamento di un edificio pubblico da 60 anni”. E per la tratta San Giovanni-Colosseo sboccati 792 milioni

Il governo sblocca i fondi per la linea C, e in piazza Venezia spunta quello che per gli esperti è “il più importante ritrovamento di edificio pubblico dalla guerra”. Nel giorno dello sblocco del Cipe degli ultimi 84 dei 792 milioni di euro per la tratta T3 da San Giovanni al Colosseo, la Metro C perde definitivamente una stazione – Chiesa Nuova – ma acquista il fascino della Storia, con il ritrovamento di tre ambienti gemelli con scale e gradinate dove si tenevano anche alcune riunioni del Senato romano. Così a piazza Venezia sarà visibile “il più importante ritrovamento archeologico di edificio pubblico romano dai tempi della guerra” come dice Roberto Egidi, funzionario della Soprintendenza archeologica che guida gli scavi nella piazza.

Lo sblocco dei fondi da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica chiude “una trattativa durata 12 mesi” come ha detto ieri il sindaco Gianni Alemanno parlando del “finanziamento necessario a proseguire i lavori”. Così ieri il governo ha aggiunto 84 milioni ai 470 già finanziati con la legge Obiettivo. A questi 554 milioni, se ne aggiungono 143 del Comune e 95 dalla Regione: gli ultimi 9,8 della Pisana sono stati trovati recentemente e ieri la governatrice Renata Polverini ha parlato di “un punto importante segnato per Roma e per la regione”.

“La linea C – ha detto Alemanno – è l’opera pubblica infrastrutturale in costruzione più importante del nostro Paese”. E così se la prima tratta della linea C – da Centocelle a Pantano – aprirà a gennaio 2012, nel 2013 la terza linea metro arriverà a San Giovanni e, secondo Alemanno, “nel 2015 al Colosseo”. Si tratterà di due momenti strategici: a San Giovanni la C intersecherà il percorso della A, a Colosseo intercetterà la B. Per la tratta T2, fino a piazzale Clodio, il Cipe si pronuncerà più avanti. E se in quella parte è saltata anche la stazione Risorgimento, tra piazza Venezia a San Pietro non vi saranno fermate, dopo la soppressione per motivi archeologici e quindi finanziari di quelle previste a Largo di Torre Argentina e a piazza della Chiesa Nuova. Critico Mario Staderini, segretario dei Radicali italiani: “Roma passerà alla storia dei trasporti per un metodo unico al mondo: scavare metropolitane costosissime senza fare le stazioni. Quattro anni fa il costo iniziale della tratta T3 era di 510 milioni di euro e prevedeva tre stazioni, oggi il costo complessivo è salito a 1 miliardo e 305 milioni per due stazioni. Il costo reale non sono i 792 milioni dichiarati oggi, perché a questi vanno aggiunti altri 500 milioni come oneri impropri, a partire dagli scavi. Per la tratta T2 invece abbiamo il record mondiale di distanza tra due stazioni: 2 chilometri tra Venezia e San Pietro. Un fiume di soldi alle imprese e si azzerano i benefici pubblici”.

Per la fermata di piazza Venezia gli accessi previsti sono a piazza Santi Apostoli, a piazza Madonna di Loreto e a sinistra dell’Altare della patria verso Fori Imperiali. Intanto nella piazza sono in corso i restauri degli ambienti di epoca romana ritrovati negli scavi. “Si tratta – dice Roberto Egidi – di tre ambienti gemelli con scalee o gradonate, forse collegati all’Athenaeum di Adriano che risale al 135 dopo Cristo”. Ritrovamenti di alto valore scientifico per i luoghi monumentali dove i romani studiavano, ascoltavano e discutevano: “Si tratta di auditoria o scholae, ambienti in cui avvenivano i discorsi pubblici, i confronti tra retorici, e anche talora riunioni del Senato. L’edificio fu in uso fino alla caduta dell’Impero romano: all’interno abbiamo ritrovato una base con iscrizione di Passifilus Paulinus, prefectus urbi del 473 il cui nome è riportato anche sulle gradonate del Colosseo”. Presto tutto sarà visibile attraverso un cantiere modello.

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