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Acea: Anffas Ostia denuncia errori e discriminazioni

Sette anni per ottenere da Acea scuse e un rimborso di 2.200 euro che a oggi dopo rimpalli, fax, incontri e decine e decine di rassicurazioni non è ancora arrivato. Due minuti per vedersi imporre il pagamento di 20mila euro di arretrati non conteggiati per un errore di Acea. E’ la denuncia di Anffas Ostia nei confronti dell’azienda di energia elettrica della capitale.
“La storia si trascina dal 2005 quando Anffas Ostia chiese ad Acea un potenziamento del servizio elettrico in vista della realizzazione di nuovi prefabbricati -si legge in una nota inviata da Anffas Ostia- il passaggio da 25 a 50 kw non avvenne mai, ma Acea pretese ugualmente i 3mila euro previsti per i lavori e 22mila di bollette arretrate, mai consegnate all’associazione, che tenevano conto di una rete da 50 kw che in realtà non c’è mai stata. Dopo anni di lotte e battaglie l’associazione è riuscita a recuperare parte del credito, ma ballano ancora sul tavolo 2.200 euro dei quali, evidentemente, Acea non vuole proprio sentir parlare. Ottenute diverse rassicurazioni e inviate almeno una decina di volte le coordinate bancarie dove girare il credito: nulla. Nulla nemmeno i sei abboccamenti tentati in prima persona con Acea. L’ultimo, martedì scorso (31 gennaio). Risultato: all’ennesima richiesta, la replica di un soggetto non identificato dall’altra parte del “muro”: “I soldi? li vedrete nell’anno del mai. Acea ha bloccato tutti i rimborsi. Vi conviene dare tutto in mano a un avvocato e poi il problema non è il mio…”.
“Se così fosse – dichiara il presidente di Anffas Ostia Ilde Plateroti – si tratterebbe di un atto gravissimo che si sommerebbe all’odissea burocratica che stiamo vivendo sulla nostra pelle. Lucrare o mostrare disinteresse per un cliente pagatore che, per di più, è un’associazione che da oltre 50 anni lotta e si adopera per garantire alle persone con disabilità un’esistenza migliore è un qualcosa che non possiamo accettare. Acea oggi ha 2.200 euro in più in tasca e un disprezzo senza senso nei nostri confronti”.
“Dopo aver recuperato il dovuto – aggiunge il dg Stefano Galloni – avremo le dovute maniere per accompagnarli alla porta di uscita dell’associazione, dando informazione di quanto accaduto alle altre 200 realtà Anffas in Italia e ai circa 50mila soci, chissà che per Acea non sia una esperienza elettrizzante e un grande insegnamento”.
Fonte notizia Roma Oggi Notizie

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