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Emozioni naturali al CHM Lipu di Ostia

Proiezioni di fotografia a cura dell’Afni lazio – protagonista Bruno De Amicis e “le montagne del camoscio”.

Terzo appuntamento stagionale con “Emozioni Naturali” le suggestive proiezioni di fotografia naturalistica a cura dell’AFNI Lazio presso il CHM LIPU Ostia.

Protagonista della serata sarà Bruno De Amicis con una proiezione dedicata a: “Le montagne del Camoscio”.L’appuntamento, ad ingresso libero, è alle 21.00 del 18 gennaio 2012 presso il Centro visite Mario Pastore del CHM LIPU Ostia (parcheggio Porto Turistico di Roma, ingresso da Via dell’Idroscalo).Queste le parole di Bruno D’Amicis, a presentazione della serata:”Spesso trovo i camosci seguendo il rumore di pietre che rotolano a valle, staccandosi dalle pareti rocciose e precipitando nel vuoto.

Lì, tra minuscole cenge e ghiaioni scoscesi, al centro del binocolo, sono i miei animali, tutti intenti a brucare pianticelle stentate mentre si muovono con sicurezza su sentieri invisibili, ma ben impressi nella memoria dei loro zoccoli. La vita di questi camosci si svolge in un mondo verticale; un mondo di minerale indifferenza, dove non esiste incertezza e dove la roccia è tutto.Il camoscio, prodotto perfetto dell’evoluzione, è nato per vivere sulle più alte montagne dell’Appennino. E lo si capisce subito. I suoi zoccoli tengono perfettamente su piccoli appigli e lastre di roccia, io non scivolo sui sassi solo quando i miei scarponi sono nuovi. Il suo lungo pelo invernale è a prova di tormenta notturna, mentre io ho bisogno di tre strati di vestiti ed un pesante sacco a pelo. Io ci metto mezz’ora a salire un certo pendio, un camoscio ci impiega due minuti. E senza fiatone. Un cuore grande e che batte potente; un sangue ricco di globuli rossi; muscoli tesi e riflessi pronti; vista acuta e olfatto eccellente. Il camoscio è nato per la montagna come questa è nata per i camosci. Il sole che batte sul calcare e che acceca. Il mare da una parte, la neve dall’altra. Cuscinetti pungenti di ginepro e ieratici faggi solitari che crescono al limitare della foresta. Coturnici e gracchi corallini a far da colonna sonora alle gole rocciose. La peluria che cresce sulle stelle alpine e il bludelle genziane. Una vipera che si scalda al sole e le pietre ribaltate da un orso in cerca di formiche. Il silenzio del vento e il suono delle campane di un gregge di pecore lontano.Per chi credeva che parlando di camosci si trattasse delle Alpi, beh, questo è l’Appennino.

Fonte notizia AgrOnline

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