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Lettini, ombrelloni e massaggi (vietati) a Ostia l’assalto dei 300 mila romani

Tutto esaurito sul litorale da Castel Fusano a Fregene.In spiaggia torna l’allarme per le fisioterapiste abusive.

OstiaNews – Cocco, cocomeri e massaggiatrici tra gli ombrelloni. Naturalmente al sole che scotta. Con temperature record – 32 gradi – in città è stata inevitabile la fuga dei romani verso le spiagge da Castel Fusano a Ostia e Fregene, affollatissime per la festività di San Pietro e Paolo. Già alle 11 di martedì mattina sulla Cristoforo Colombo era il caos, con un’unica interminabile fila a partire dal Palasport del’Eur. Code anche verso Fiumicino, Focene, Fregene e Maccarese e traffico congestionatissimo sulla via Aurelia e la via Portuense.
I romani che hanno raggiunto il mare «sono almeno 300 mila» secondo una stima dei vigili urbani del XIII Gruppo. In spiaggia hanno trovato lettini e ombrelloni, bibite e granite, ma anche le immancabili massaggiatrici straniere – per lo più cinesi – in barba a divieti e ordinanze.

L’ORDINANZA UN ANNO FA – Le professioniste (ma in molti dubitano sulle loro reali capacità) del massaggio sul lettino sembrano infatti del tutto indifferenti all’ordinanza, firmata esattamente un anno fa – era il 1° luglio – dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini. Un provvedimento diretto a vietare i massaggi abusivi «on the beach». Una misura presa «per la tutela dell’incolumità pubblica», volta a «prevenire effetti pericolosi che possono essere originati dalla pratica sulle spiagge, da parte di soggetti ambulanti, di prestazioni presunte estetiche o terapeutiche». Ma sostanzialmente rimasta lettera morta.

SABBIA E BALSAMO DI TIGRE – A Capocotta, ai «cancelli» di Castelporziano, le massaggiatrici cinesi continuano ad operare come se nulla fosse. Arrivano annunciate da un profumo tipico, quello del Balsamo di Tigre, crema miracolosa, dicono, capace di lenire ogni dolore, che loro usano per il massaggio. In spiaggia sembrano infastidire i più, che dai lettini le allontanano con un «no grazie». Ma è indubbio che abbiano un discreto successo, tanto che sono molti i clienti – ammettono i gestori – che le chiamano: pagare 20 euro anziché i 50 di un massaggio in città è una tentazione, anche se talvolta può andare a scapito della salute.

«ISTITUIRE IL PATENTINO» – Proprio per regolamentare l’attività che sinora è totalmente abusiva, il consigliere regionale Claudio Bucci (Idv) ha presentato in questi giorni una proposta di delibera che prevede una sorta di «patentino» per i massaggi in spiaggia. Ad operare sugli arenili del Lazio, dunque, sarebbe autorizzato soltanto «personale specializzato abilitato da un esame, per trattamenti sicuri ed eseguiti solo da mani esperte».
«Stiamo cercando di regolamentare un fenomeno che oggi è lasciato a se stesso – spiega Bucci – per evitare di trovarci in spiaggia con persone che, senza alcuna specializzazione né etica professionale, praticano massaggi che possono essere dannosi per la salute dei cittadini».

Fonte notizia il Corriere

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Un commento

  1. VORREI PRECISARE CHE E’ ERRATO, CONSIDERARE DELLE MASSAGGIATRICI ABUSIVE NON QUALIFICATE ORIENTALI “FISIOTERAPISTE”
    IL FISIOTERAPISTA RICOPRE UN TITOLO ACCADEMICO CHE SOLO DOPO AVER SOSTENUTO NUMEROSISSIMI ESAMI COMPRESO QUELLO DI STATO, NE CONSEGUE LA LAUREA IN DOTTORE IN FISIOTERAPIA,
    GRAZIE
    MA I SACRIFICI ALTRUI VANNO RICONOSCIUTI.,,,

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