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Non essere cattivo - film

Ostia sbarca a Los Angeles: “Non essere cattivo” è candidato all’Oscar

Ostia arriva sbarca a Los Angeles: “Non essere cattivo”, il film postumo di Claudio Caligari è stato candidato agli Oscar dall’Italia.

Presentato fuori concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia ha conquistato critica e pubblico, mostrando il dilagare della cocaina nelle periferie negli anni ’90, quando la Storia doveva essere finita, ma più di qualcuno non era stato escluso dal benessere.

Protagonisti della storia Vittorio e Cesare, che passano le loro giornate al bar, aspettando “la svolta”, spacciando e ingoiando e sniffando le nuove droghe che hanno invaso il mercato: cocaina e pasticche. E se Vittorio grazie all’incontro con una ragazza faticosamente se ne tirerà fuori, andando a lavorare come manovale tra le mille difficoltà della vita quotidiana, Cesare continuerà la sua corsa nell’abisso fino a non tornare più indietro.

Con la candidatura alla prestigiosa statuetta il cinema italiano rende omaggio a un grande maestro, scomparso poco prima dell’uscita del film. E come tanti altri grandi chissà se Caligari non vedrà il grande successo arrivare postumo. Non essere cattivo è il proseguimento ideale di Amore Tossico, il film che raccontava l’eroina e la vita quotidiana dei tossici negli anni ’80. E proprio da quel pontile della scena “cult” del gelato di Amore Tossico ricomincia la storia, con due nuovi Vittorio e Cesare.

La camera non esce mai da Ostia e i giurati di Los Angeles prima di decidere dovrebbero venire qua per una settimana, passeggiare per l’Idroscalo, mettere piede su quel pontile e su quella spiaggia, girare in questa periferia che è una città, tra le case popolari e le vie che costeggiano i canali riempiti dalle erbacce. Solo così si può capire la storia di questi due ragazzi di vita, la storia di Cesare e Vittorio, legata a doppio filo con quelle strade e quella spiaggia.

Con Non essere cattivo il cinema italiano torna alla sua tradizione più nobile: Caligari ha girato una pellicola struggente e straziante sì, ma soprattutto di un realismo disarmante. Questo cineasta eterno outsider, con due soli film all’attivo (Amore Tossico e l’Odore della notte), alla soglia dei 70 anni ci ha fatto quest’ultimo regalo a suo modo: un pugno nello stomaco per guardare in faccia le nostre periferie.

Fonte della notizia: fanpage.it

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