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Sul litorale un record di multe fuorilegge uno stabilimento su due

Evasioni fiscali, la Guardia di Finanza batte a tappeto gli stabilimenti del litorale romano. Ed è di quasi 5 milioni di euro il “bottino” tassabile recuperato tra Pomezia, Ostia e Ardea. Un triennio rosso con cifre da capogiro.

Evasioni fiscali, irregolarità demaniali e violazioni ambientali: la Guardia di finanza batte a tappeto gli stabilimenti del litorale laziale. Ed è di quasi 5 milioni di euro il “bottino” tassabile recuperato tra Pomezia, Ostia e Ardea. Un triennio rosso (i dati riguardano le attività svolte dal 2007 al 2009) con cifre da capogiro e nello specifico i numeri parlano ancora più chiaramente.

Alla voce “maggiore base imponibile recuperata a tassazione” cioè il volume di guadagno non dichiarato al fisco dagli esercenti balneari, nell´ultimo anno l´attività di controllo dei finanzieri ha registrato un aumento del 146,52% pari a un recupero di 2 milioni di euro a cui vanno sommati altri due milioni del 2007 e del 2008. Ancora, è stata accertata l´evasione di una cifra pari a 528 mila euro di Imposta sul valore aggiunto non pagata. Infine, ai 5 milioni di euro già recuperati ce ne sarebbero altri sei milioni da aggiungere. La pratica riguarderebbe solo uno stabilimento di Ostia su cui però i militari starebbero ancora lavorando.

Ma non è tutto: «In realtà» spiega Pierluigi Sozzo, Comandante del secondo gruppo della Guardia di finanza di Ostia, «non siamo ancora in grado di capire a quanto ammontino effettivamente i guadagni per ogni singolo stabilimento perché i gestori non hanno l´obbligo di emettere scontrini fiscali per l´affitto di ombrelloni e lettini e quindi, risulta molto difficile capire quanto effettivamente entri nelle loro casse. La fase di controlli e accertamenti è molto lunga e complessa per noi e ci stiamo assicurando che tutto avvenga nella legalità: sul litorale eseguiamo 4 mila verifiche l´anno e di queste il 45% rileva irregolarità».

Nel triennio rosso inoltre, sono da aggiungere pure i gestori sanzionati per danni erariali (violazioni in materia di demanio), i lavoratori in nero e il mancato rispetto della disciplina sui prezzi. L´attività di riscontri sulla corretta emissione di ricevute e gli scontrini fiscali hanno registrato violazioni nel 61% dei casi, un´illegalità che, oltre alla multa, ha comportato la momentanea chiusura dell´esercizio. Risultati allarmanti anche per la disciplina dei prezzi, con 59 irregolarità. Resta infatti fermo l´obbligo per tutti i gestori di esibire il tariffario all´ingresso degli stabilimenti e di mantenere le cifre in una certa forbice. La sanzione per gli irregolari è di 3 mila euro.

Fonte notizia La Repubblica

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