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Torna la chiusura dei locali alle 4.30

Cancellata la delibera che consentiva di ballare fino alle 7 del mattino. «Silenziatore» per i deejay durante la notte.

ROMA – Contestata. Criticata duramente. Fallita. A Ostia è durata meno di due settimane la delibera con cui il XIII Municipio aveva deciso di spostare alle 7 del mattino la chiusura di locali e discoteche. La sperimentazione non ha dato i risultati sperati e – sotto la spinta delle proteste dei residenti – è stata revocata. Alla vigilia di un’altra grande notte di musica e party, quella che precede la Festa della Repubblica.
Da martedì 1 giugno, le discoteche sul lungomare tornano a chiudere alle 4 e 30. Il consiglio del XIII Municipio ci ha ripensato. Inoltre, come chiesto dagli abitanti, vocalist e deejay dovranno urlare di meno davanti alle consolle. Saranno infatti incrementati i controlli sul rispetto dei limiti di inquinamento acustico durante le notti della movida sul litorale.

DIETROFRONT – Il dietrofront è stato deciso il 31 maggio durante un «vertice» con associazioni cittadine, impresari e vigili urbani. Il tentativo dell’apertura prolungata era stato voluto nell’ipotesi che «recintare» il popolo della notte dentro i locali (ma chi avrebbe potuto impedire ai ragazzi di uscire in strada?) sino al mattino inoltrato avrebbe evitato assembramenti chiassosi all’ora d’uscita, sino all’anno scorso fissata appunto alle 4 e 30. Ma durante i primi due fine settimana di prova, ai centralini delle forze dell’ordine sono arrivate lo stesso chiamate arrabbiate da parte di gente che non riusciva a dormire.

SORDINA DOPO LE TRE – Per questo il minisindaco di Ostia Giacomo Vizzani, ripristinando la vecchia ordinanza, ha scelto un nuovo percorso per limitare il fracasso: quello di diminuire progressivamente, del 30 per cento e poi del 60 per cento, le emissioni acustiche a partire dalle 3 di notte. «Ogni lunedì inoltre terremo un incontro con forze dell’ordine e impresari – ha spiegato il presidente del XIII – per risolvere i problemi che potrebbero segnalarci i cittadini».
Alla riunione, i comitati di quartiere se la sono presa con le grida dei «vocalist», i cantanti che movimentano la serata nella pause tra un brano e l’altro. Sarebbero proprio i loro concerti improvvisati, assieme alle urla dei deejay, a svegliare di soprassalto chi vive di fronte alla fila di discoteche.

Fonte notizia Il Corriere

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